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> TEORIE SULL'IA, DOUGLAS HOFSTADTER_
La mente umana ha tre fodamentali attributi:
Secondo queste tesi, l'intelligenza, basandosi su linguaggi formali, è indipendente dal substrato fisico su cui risiede (teoria dell'IA FORTE). La caratteristica della separabilità delle funzioni cognitive dal substrato è chiamata da Hofstadter SCREMABILITA' DEL PENSIERO. L'IA forte basa le sue ricerche sull'imitazione del cervello, che non lavora sequenzialmente, ma che delega funzioni specifiche ad apparati adatti parallelamente (principio "del formicaio"). Questa strategia è detta CONNESSIONISMO. Esso ritiene necessari:
Federico Faggin commenta:
"Il cervello è rimasto tuttora l'unico esempio esistente di una
macchina intelligente e autonoma, però il suo funzionamento è
ancora essenzialmente un mistero.
> CRITICHE_ Le teorie sull'IA sono state criticate nella loro realizzabilità su molti fronti: "La macchina non è in grado di comprendere il significato dei simboli che manipola. Essa non possiede un apparato per pensare i pensieri perché non è in grado di capire il senso delle parole che usa, sebbene sia in grado di manipolarle in modo sintatticamente corretto" (Searle, 1981). Questa teoria è spiegata nell'esperimento della STANZA CINESE DI SEARLE. Inoltre, non è la mancanza di emozioni ciò che costituisce la principale differenza tra la macchiana-calcolatore (macchina artificiale) e l’uomo (macchina naturale), ma piuttosto il fatto che le macchine non hanno nessuna, o scarsa, tolleranza per le contraddizioni, per l’incertezza e per l’ambiguità; non hanno iniziativa né senso comune né punti di vista. Infine esse non hanno né un’intenzionalità né la capacità di autorganizzazione. Il nostro cervello, diversamente dalle altre macchine, usa processi che modificano se stesso: la mente è un processo complesso. |