> MACCHINE_

Molto è stato speso in risorse finanziarie e umane, per costruire una macchina pensante come “Hal 9000”, uno dei protagonisti del capolavoro cinematografico di S. Kubrick “2001: odissea nello spazio”.

La costruzione di una macchina intelligente fu rincorsa nei centri di ricerca avanzata; nonostante i numerosi tentativi d’assemblaggio di macchine “intelligenti”. Storicamente queste affascinanti ricerche iniziano alla fine degli anni ‘20 con Alan Turing (vedi foto)Turing, il cibernetico inglese che contribuì più di tutti alla decifrazione del codice di comunicazione nazista “Enigma”. Turing, infatti, teorizzò la costruzione di un “computer universale” con una serie d’ipotesi matematiche che avrebbe gettato le fondamenta della cibernetica, la base teorica dell’informatica.

Nonostante l’ottimismo dei ricercatori degli anni sessanta, che prevedevano per la fine del millennio la costruzione di computer simile a Hal 9000, i risultati ottenuti oggi sono definiti, sottovoce, un appuntamento mancato, anche se non del tutto. Tutto ciò ha prodotto un profondo ripensamento agli ingegneri, ai cibernetici e ai biologi, sulle strategie di realizzazione di un “sistema pensante”.

Al contrario, nell'evoluzione dell'immaginario cinematografico, gli androidi che ci circondano dell'ultima generazione sono talmente uguali a noi che, fin da Blade Runner, abbiamo cominciato a far fatica a distinguerli. Non siamo più davanti a computer con le ruote o con due rozze gambe di latta, ma abbiamo di fronte perfetti esseri cibernetici che, con appositi chip emozionali, sono in tutto e per tutto uguali a noi.

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