-IL RELATIVISMO-
tra Einstein e Pirandello



Il relativismo  qui inteso come la conseguenza di quelle rivoluzioni culturali che hanno cambiato profondamente il modo dell'uomo di vedere la propria esistenza.
Freud afferm che tali rivoluzioni furono delle umiliazioni inferte al "narcisismo universale, all'amor proprio dell'umanit": la prima umiliazione fu quella cosmologica, quando Copernico scopr che la terra, e quindi l'uomo, non  al centro dell'universo, la seconda fu quella biologica, conseguita dalle scoperte di Darwin sulle somiglianze tra l'uomo e l'animale, e la terza fu quella psicologica, in cui la psicoanalisi di Freud scopr che l'uomo non  nemmeno padrone della propria psiche.

La relativit di Einstein e la filosofia di Pirandello hanno avuto un ruolo simile nel Novecento, perch, sebbene in termini diversi, mettevano in luce la decadenza dell'uomo con una forma simile, che rimanda al loro aspetto relativistico: lo scardinamento del sistema a loro contemporaneo.

La relativit di Einstein nacque dall'esigenza di unificare le leggi fisiche della meccanica con quelle dell'elettromagnetismo. Dagli esperimenti effettuati in fisica elettromagnetica risultava che la luce si propagava ad una velocit costante in tutti i sistemi di riferimento provati; ci era in contrasto con le leggi della meccanica, che non prevedeva una velocit assoluta.
Einstein propose un nuovo modello formato da due postulati: 1) la velocit della luce  uguale in tutti i sistemi di riferimento, 2) le leggi fisiche sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento inerziali, ossia con moto rettilineo uniforme.
Da questi due assiomi, tramite una dimostrazione matematica, si dedussero le seguenti trasformazioni:

[trasformazioni di lorentz]

Le trasformazioni di Lorentz erano rivoluzionarie perch conglobavano spazio e tempo in un'unica struttura unitaria, senza possibilit di separazione.
Da queste trasformazioni venne successivamente dedotto lo spazio-tempo di Minkowski, ossia uno spazio quadrimensionale composto dalle tre dimensioni spaziali e quella temporale, esprimibile con l'equazione
c^2+t^2-(x^2+y^2+z^2)=S^2
dove S rappresenta la quantit di spostamento quadrimensionale di un oggetto, e che rimane invariata anche cambiando sistema di riferimento. La particolarit della geometria di questo spazio-tempo  che non  euclidea, infatti nella geometria euclidea l'equazione dello spostamento invariante 
c^2+t^2+(x^2+y^2+z^2)=S^2
Nel caso dello spazio-tempo di Minkowski abbiamo il quadrato dello spazio che  negativo, e ci sconvolge completamente gli schemi classici della geometria: questa particolarit insieme con l'unificazione dello spazio-tempo nelle trasformazioni di Lorentz rappresentano il principio sostanziale della nuova impostazione realizzata da Einstein e dai suoi collaboratori, scardinando la concezione fisico-geometrica tradizionale.

In Pirandello si ha invece lo sgretolamento dei miti, dei luoghi comuni e della saggezza ufficiale.
La parola di Pirandello sul mondo rispecchia quel malessere intellettuale che si diffuse nella generazione postrisorgimentale in seguito alla crisi di vecchie convinzioni, sottoposte al vaglio della scienza positiva, e allo scacco di una prassi diversa dalle aspettative. Il mondo dell'oggi appare scomposto, dissennato, malato e la crisi  percepita anzitutto come impossibile assunzione di un punto di vista fermo e incrollabile.
Il momento pi drammatico del personaggio pirandelliano  al solito quello in cui si lacera la maglia delle convenzioni, delle opinioni ufficiali, e resta al di sotto il vuoto, il deserto.
E' il caso della novella "Quando si comprende", tratta da "Novelle per un anno", dal titolo emblematico dato che suggerisce un tono di disillusione netta e immediata.

Una madre prossima a salutare il suo unico figliuolo che parte per il fronte della prima guerra mondiale entra in un compartimento col marito; e di fronte a lei una maschera, quella dell'uomo che ha sacrificato il figlio alla patria, e si  costruito della morte del figlio una mitologia ideale; e denuncia spietatamente l'errore grossolano di chi trasferisce i figli in se stesso, laddove ssono i genitori che riempiono appena un angolo del loro vivere, e non quello pi importante; anzi quello che viene dopo la cravatta e le sigarette e la ragazza; ed anche la patria, s, a vent'anni.. Ma baster una interruzione involontaria, la domanda pi innocente ("Ma dunque... dunque il suo figliuolo  morto?"), perch tutto il castello vada in rovina, e rimanga di ogni parola solo il senso d'uno sfacelo irrimediabile, d'una angoscia assoluta.
E' da notare la descrizione che Pirandello fa di questo personaggio: "grasso e sanguigno, [..] grossi occhi chiari e acquosi e venati di sangue", proprio come una persona che trattiene ossessivamente qualcosa dentro di s, che  sulla via dell'esplodere.

In questa novella emerge bene il tentativo dei personaggi pirandelliani di nascondersi dietro le certezze e i valori sociali, che sono per effimeri: "Lo spirito moderno  profondamente malato, e invoca Dio come un moribondo pentito. Mi fa bens meraviglia che si chiami Dio quel che in fondo  bujo pesto".

Nella rivoluzione di prospettiva che abbiamo sia in Einstein che in Pirandello si pu osservare una importantissima conseguenza per ognuno dei due modelli.

Dalla parte della teoria di Einstein viene dimostrato che la massa e l'energia non sono che due manifestazioni differenti dello stesso elemento fisico.

[dimostrazione]

E' da notare nella dimostrazione che  proprio grazie alla visione d'insieme dello spazio-tempo che  stato possibile ricavare la suddetta semplice relazione.

In Pirandello la conseguenza  invece la comprensione che non sono solo i valori sociali a subire una disgregazione, ma anche la personalit dell'individuo che ne fa necessariamente parte.
Tramite il processo dell'umorismo Pirandello arriva, per mezzo delle sue riflessioni, a "sentire il contrario", cio a sentire che una persona, dietro la sua moltitudine di "maschere" con cui si relaziona con gli altri,  vuota.
L'io inteso come identit dell'individuo non esiste, nella tradizione si pensava in generale che l'io fosse unico e che si rapportasse al mondo sociale in modo integrale: Pirandello attua una disgregazione di questo presunto io in una serie di personalit differenti a seconda del momento, della situazione e soprattutto di come gli altri ci vedono.

[immagini dell'io tradizionale e dell'io di pirandello]

Una novella che riflette bene questo tema  "I pensionati della memoria", tratta da "Novelle per un anno". Il protagonista  un becchino che racconta ai propri compaesani quanto loro siano fortunati a non dover avere a che fare con tutti quei morti. Loro accompagnano il morto al cimitero, soffrono, ma poi  finita l. Per lui invece le cose vanno diversamente perch i morti gli ritornano tutti, vivi pi di prima. Il becchino ha dei ricordi di loro, delle realt incentrate su di essi, e finch lui vivr vivranno anche loro. In realt, dice il becchino, i conoscenti rimpiangono il morto perch lui non pu pi dare a loro una realt, perch non gli d pace quella sua assoluta insensibilit. Questo  un atto egoistico perch i conoscenti gli hanno dato una realt tutta fatta per loro, per l'illusione della loro vita, e ben poco per quella di lui.

E' interessante il fatto che questo secondo aspetto in Pirandello sia paragonabile al contrario della conseguenza sopra descritta della teoria di Einstein: infatti il letterato disintegr l'io in un'indeterminata quantit di parti, mentre il fisico unific la massa e l'energia in una sola entit.

Dalla sostanza di questa breve analisi pu infine emergere un'affinit ancora pi generale tra le due tesi: la differenza tra essere ed apparire, tra verit e realt, tra ragionato e immediato. Einstein stesso afferm che "la dottrina generale dell'intuizione intesa come fonte infallibile di conoscenza  soltanto un mito", e Pirandello, nel dialogo della parabola teatrale "Cos  (se vi pare)", scrisse: "io sono colei che mi si crede. [..] Ed ecco o signori, come parla la verit".



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http://itis.volta.alessandria.it/episteme/rvm1.html - Articolo di Rocco Vittorio Macr sul pensiero debole.

http://www.classicitaliani.it/pirandel/novelle/09_131.htm - Novella "I pensionati della memoria" di Pirandello
