
IL FILM “Pi greco – Il teorema
del delirio”
Titolo Originale: PI
Regia: Darren Aronofsky
Sceneggiatura: Darren Aronofsky
Interpreti: Sean Gullette (Max Cohen),
Mark Margolis (Sol Robeson), Ben Shenkman (Lenny Meyer),
Pamela Hart, Stephen Pearlman, Samia Shoaib, Ajay Naidu
Durata: h 1.24
Nazionalità: USA 1998
Fotografia: Matthew Libatique
Scenografia: Matthew Marraffi
Musica: Clint Mansell
Suono: Brian Emrich
Montaggio: Oren Sarch
Produzione: Eric Watson
Distribuzione: Cecchi Gori Distribuzione
Durata: 85 minuti
Formato: 35 mm., bianco e nero
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TRAMA
Max Cohen, un giovane genio matematico che vive rinchiuso notte
e giorno nel suo misero appartamento di Chinatown, è ossessionato
dall'idea di poter trovare un modello numerico che consenta di interpretare
il reale e, nello stesso tempo, di prevederlo e dunque dominarlo.
Vuole scoprire cosa si cela dietro le cifre, cosa rappresentano
i numeri e che relazione esiste fra di essi.
L’unica persona con cui ha veri contatti umani è il
suo ex professore d'università, Sol, il suo “maestro”.
La vita di Max, già difficile per la malattia che lo affligge
(l'epilessia), è ulteriormente complicata dalla persecuzione
da parte di una società finanziaria che spera di ottenere
da lui un modello matematico per controllare il mercato e dall'insistenza
di una setta ebraica che gli sottopone i testi della Torah nella
speranza che il ragazzo trovi per loro il codice interpretativo
o, ancora meglio, il vero nome di Dio che sarebbe composto da 216
numeri e darebbe l'avvio, una volta decifrato, ad una nuova era
messianica.
L'impegno nella ricerca e l'enorme tensione alla quale è
sottoposto peggiorano le sue condizioni di salute, ed è difficile
distinguere, nel suo delirio, tra ciò che accade nella realtà
e quello che avviene solo nella mente di Max, tanto che razionale
e irrazionale, genio e follia si confondo gli uni negli altri.
Mano a mano che le ricerche procedono, la sua attenzione va appuntandosi
sul 3,14 che dà il titolo al film, sulla sezione aurea e
sul rapporto tra i vettori disposti in successione nella spirale
logaritmica che sono l'espressione matematica della crescita organica
di ogni essere vivente, dall'albero alla conchiglia alle ossa umane.
Con uno sforzo sempre più strenuo, in una stanza che oramai
è diventata l'estensione del suo cervello, Max scopre la
verità.
Gli squali di Wall Street lo braccano e gli ebrei tentano di convincerlo
a dar loro il numero, ma nonostante le sue incredibili scoperte
in ambito finanziario e teologico, Max prenderà una strada
del tutto inaspettata.
TEMI
Spirale aurea
"La mia nuova ipotesi: se siamo costruiti I spirali e viviamo
in una gigante spirale, è possible che ogni cosa che prendiamo
in mano sia fatta di spirali?" Max Cohen
La spirale aurea è una forma mistica che si
trova sia nella matematica astratta e ordinata che nella natura
caotica. Venne scoperta per prima dai pitagorici, e la sua struttura
deriva dal rettangolo aureo, diviso successivamente secondo la proporzione
aurea. La divisione può continuare all’infinito, e
porterà sempre allo stesso risultato.
La spirale si costruisce tracciando delle curve che seguono gli
angoli dei rettangoli concentrici. I pitagorici amavano questa forma
perché la ritrovavano dappertutto in natura: il latte nel
caffè, i petali dei fiori, le impronte digitali, la forma
della via lattea…

Go
"Gli antichi giapponesi dicevano che questa tavola è
il microcosmo dell’universo. Vedi? Quando è vuota,
appare semplice e ordinata, ma il numero delle mosse possibili in
questo gioco è infinito. Secondo loro non possono esistere
due partite uguali, sono come fiocchi di neve, perciò secondo
la cultura giapponese questa tavola rappresenta un universo estremamente
caotico e complesso, ed è questa la realtà del nostro
mondo.” Sol Robeson
Il gioco Go nasce in Cina 4000 anni, e probabilmente
ha origine nella divinazione e nell’astronomia. Nei secoli
successivi si è diffuso attraverso l’Asia e oggi viene
giocato da 100 milioni di persone in tutto il mondo.
Per giocare serve la tavola, dove I giocatori si alternano posizionando
pietre bianche e nere in modo da delimitare un’aera. Chi alla
fine del gioco ha un territorio occupato maggiore vince. Ci sono
90 righe orizzontali e 90 verticali che formano una griglia di 361
intersezioni o punti. È un gioco semplice da imparare, ma
a causa delle sue infinite possibilità è un gioco
più importante degli scacchi nell’informatica perché
è difficile svolgere una ricerca esaustiva di come la mente
umana percepisce e ragiona durante il gioco.
Go è il gioco preferito da Max Cohen e dal suo mentore Sol.

Kaballah
"LaTorah è una lunga stringa di numeri. Qualcuno
dice che sia un codice mandato da Dio." Lenny Meyer
La Kabbalah è un antico aspetto del misticismo
giudaico che consiste nella speculazione sulla natura della divinità,
della creazione e dell’anima, e si basa sulla credenza che
la Kabbalah sia stata originata dalla legge orale che Mosè
ha ricevuto da Dio. La radice sta nella credenza nella divinità
della Torah (il primo dei cinque libri della bibbia), e che dal
suo studio sia possible giungere al segreto della creazine.
Nel film compare anche la Gammantria, ovvero l’uso della matematica
per scoprire Isegreti nascosti nella Torah.
Gli antichi ebrei infatti assegnavano a ogni lettera un valore numerico,
creando corrispondenza tra sistema alfabetico e sistema numerico.
Partendo da queste basi, è possibile convertire l’intera
Torah in una lunga serie di numeri. Quando questi numeri vengono
analizzati, emergono dei disegni….
Approfondimenti: http://www.joram.it/articoli/pigreco.htm

Pi greco
è sia la sedicesima lettera dell’alfabeto Greco che
il simbolo che rappresenta il più antico mistero matematico:
il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo raggio.
La prima testimonianza scritta della conoscenza di ci
arriva dall’egitto, dal 1650 a.C, in un atavola in cui uno
scriba valuta il suo valore come 3,16. oggi, anche se abbiamo metodi
per calcolare numerosissime cifre di ,
il suo valore vero e proprio rimane un mistero e nel 1794, venne
provato che p è un numero irrazionale e infinito.
Come si vede nel film, può
essere ritrovato in molti ambiti, dall’astronomia alla probabilità
e alla fisica del suono e della luce.

Teoria del caos
“È questa la realtà del nostro mondo, mio
caro e giovane Max, non puoi riferire e ricondurre tutto alla matematica,
non esiste uno schema di base” Sol
La teoria del caos viene generalmente definite come
lo studio del perpetuo cambiamento dei sistemi complessi. Scoperta
da un meteorologo nel 1960, prevede che complessi e imprevedibili
risultati avvengono nei sistemi sensibili ai piccoli cambiamenti
rispetto alle loro condizioni iniziali. L’esempio più
comune di questo è il "Butterfly Effect," secondo
cui il volo di una farfalla in Cina potrebbe causare piccolissimi
cambiamenti atmosferici che, dopo un certo periodo di tempo, potrebbero
modificare dei cambiamenti atmosferici a New York.
Anche se la teoria del caos sembra casuale, non lo è. Sotto
l’apparente comportamento casuale emerge un ordine nascosto.
Riconoscendo che il mercato è non lineare, di manico, e caotico,
Max Cohen applica i principi di questa teoria alla borsa in modo
da determinare il disegno dietro cui, in modo apparentemente casuale,
si determinano i prezzi della borsa.
La teoria del caos viene in generale utilizzata come modello per
altri sistemi complessi, dalla crescita delle popolazioni alle epidemie,
alle palpitazioni del cuore. Quando si applica la teoria del caos,
si rivela che anche se qualcosa sembra del tutto casuale, in realtà
nasconde un ordine.
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