LE LEGGI DI MAXWELL
TEORIA DEL CAMPO ELETTROMAGNETICO DI MAXWELL
Il
grande fisico inglese James Clark Maxwell riassunse la descrizione
di tutti i fenomeni elettromagnetici noti in sole 4 equazioni, apparse
per la prima volta al completo in forma differenziale, in
"A Treatise on Electricity and Magnetism", pubblicato
nel 1873. Questa mirabile sintesi rappresenta una delle
tappe più importanti del pensiero scientifico di tutti i
tempi.
La teoria di Maxwell è una teoria classica
in quanto basata sui presupposti della meccanica classica (i concetti
di punto materiale, di traiettoria continua ecc.) ma che presenta
una assoluta novità rispetto alla meccanica classica: il
concetto di campo.
Nella meccanica classica i punti materiali interagiscono
fra loro in modo istantaneo. Questo significa che un cambiamento
di posizione di un punto materiale si ripercuote su tutti gli altri
in modo istantaneo.
Nella teoria di Maxwell, invece, un cambiamento di
posizione di una carica elettrica si ripercuote sulle altre dopo
un certo tempo. In altre parole, l' "informazione" che
una carica si è spostata, "arriva" alle altre cariche
dopo un certo tempo, non in maniera istantanea. "Qualcosa"
è partito dalla carica che si è mossa e, viaggiando
nello spazio, ha raggiunto dopo un certo tempo le altre cariche.
Questo "qualcosa" è il campo elettromagnetico
che, attraverso le onde elettromagnetiche, si è propagato
nello spazio ed ha raggiunto le altre cariche.
Il campo elettromagnetico è quindi qualcosa
di fisico, reale. E' una nuova entità, da aggiungere ai punti
materiali, nella descrizione della natura. Questa è la grande
novità insita nella teoria di Maxwell ed assente nella meccanica
classica.
Il campo elettromagnetico si propaga nello spazio
in forma di onde che viaggiano alla velocità della luce (la
luce è appunto una forma di radiazione elettromagnetica,
quella che siamo in grado di "vedere") che vale c = 300.000
km/s circa.

Nel grafico, una carica elettrica Q oscillando genera
un campo elettromagnetico che raggiunge il punto P dopo un certo
tempo dovuto alla velocità di propagazione del medesimo (onda
elettromagnetica) pari a c (nel vuoto).
La velocità con cui "viaggia" il
campo elettromagnetico è enorme ed è per questo che
Galileo e Newton considerarono istantanee le propagazioni delle
interazioni, in accordo del resto con il "senso comune".
Il campo elettromagnetico è descritto matematicamente
da due vettori: il vettore E, detto vettore campo elettrico, ed
il vettore B, detto vettore campo magnetico. I vettori E ed B si
"dispongono" poi lungo le cosiddette linee di forza ponendosi
in ogni punto tangenti ad esse.

Le linee di forza sono linee geometriche immaginarie
ed in numero infinito. Per convenzione, però, possiamo supporre
che esse siano in numero finito tanto maggiore quanto più
è intenso il campo (elettrico o magnetico).

Il campo elettromagnetico, nelle sue due componenti
elettrica e magnetica, come già affermato, è creato
però solo dalle cariche elettriche, che possono essere positive
o negative e che sono trasportate dagli elettroni (le negative)
e dai protoni (le positive) oltre che da altre particelle subatomiche
cariche.
Nell'immagine che segue, abbiamo il campo elettrico
creato da una carica Q immobile:

Le sue linee di forza sono rette che partono dal punto
in cui è posta la carica ed il vettore campo elettrico E
è posto lungo le linee di forza stesse in tutti i loro punti.
L'intensità del vettore campo elettrico è maggiore
quando ci si avvicina al centro e minore quando ci si allontana.
Anche il campo magnetico è prodotto dalle cariche
elettriche! Non esiste quindi la carica magnetica (anche se na recente
teoria quantistica sul magnetismo, non ancora dimostrata, prevede
l'esistenza del monopolo magnetico).
Le 4 equazioni di Maxwell descrivono i fenomeni elettromagnetici
esprimendo le relazioni matematiche che intercorrono fra i vettori
E ed B.
PRIMA EQUAZIONE DI MAXWELL
Il flusso del vettore campo elettrico E attraverso
una superficie chiusa è uguale alla carica elettrica racchiusa
dalla superficie divisa per la costante dielettrica del mezzo (legge
di Gauss).

dove la lettera greca ("fi") indica il flusso,
S indica una superficie chiusa qualunque, E indica il vettore campo
elettrico e Q indica la carica elettrica contenuta nella superficie
stessa.
Il flusso è un "oggetto matematico"
che per il momento possiamo considerare uguale al numero di linee
di forza che passano per la superficie in questione. Occorre però
precisare che, se le linee di forza "escono" dalla superficie
(in dipendenza dal verso del vettore che descrive il campo), il
flusso è considerato positivo, mentre, se le linee di forza
"entrano" nella superficie, il flusso è considerato
negativo.

La prima equazione di Maxwell afferma allora che il
flusso del campo elettrico su una superficie chiusa qualunque non
dipende dalla superficie scelta, ma solo dalla carica elettrica
contenuta in essa. Ciò risulta chiaro dalla seguente immagine
:

Siccome il flusso rappresenta il numero delle linee
di forza che intercettano una superficie, prendendo superficie chiuse
diverse che contengono la stessa carica, questo numero di linee
di forza ovviamente non cambia, quindi il flusso non cambia.
SECONDA EQUAZIONE DI
MAXWELL
Il flusso del vettore induzione magnetica
attraverso una superficie chiusa è nullo.

dove B indica il vettore campo magnetico.
La seconda equazione di Maxwell affermando che il
flusso del campo magnetico è sempre nullo, esprime il fatto
che in ogni superficie chiusa, il numero di linee di forza magnetiche
che entrano eguaglia il numero di linee di forza magnetiche che
escono. In altre parole, non esiste, al contrario di ciò
che accade per il campo elettrico, una "origine" delle
linee di forza, cioè non esiste la carica magnetica!!!

Le linee di forza del campo magnetico, quindi, sono
sempre chiuse. L'esperimento di spezzare un magnete a metà
più volte, ottenendo così sempre una altro magnete,
mostra proprio questo.
Circuitazione
Prima di continuare l'esposizione delle equazioni
di Maxwell, è necessario imparare un altro concetto matematico,
quello della circuitazione.
Consideriamo una linea chiusa immersa in un campo
descritto da un vettore, per esempio il campo elettrico.

Qui abbiamo indicato il vettore campo elettrico E
in alcuni punti della linea. Orbene, la circuitazione del vettore
lungo la linea chiusa ha a che fare con il prodotto dell'intensità
del vettore per la lunghezza della linea stessa.
In altre parole, la circuitazione di un vettore lungo
una linea chiusa esprime la possibilità di "percorrere",
come dice la parola stessa, la linea chiusa, il circuito appunto,
con il vettore che descrive il campo.
TERZA EQUAZIONE DI MAXWELL
La circuitazione del vettore campo elettrico
E è uguale alla derivata del flusso, cambiato di segno, del
vettore induzione magnetica attraverso la superficie delimitata
dal contorno (legge di Faraday-Lenz).

dove C indica la circuitazione, indica la variazione
nell'unità di tempo e indica il flusso.
Naturalmente, E indica il campo elettrico ed H indica
il campo magnetico.
Questa equazione descrive un fenomeno molto importante,
detto induzione magnetica, che è alla base del funzionamento,
per esempio, delle apparecchiature che generano elettricità
quali la dinamo, l'alternatore ecc..
Immaginiamo una superficie aperta attraversata dalle
linee di forza di un campo magnetico. Se questo campo magnetico
non varia nel tempo, si ha un flusso magnetico costante e non vi
è alcun effetto di induzione magnetica.
Se, invece, il campo magnetico varia, il flusso magnetico
sulla superficie in questione varia nel tempo e si ha l'induzione
magnetica che consiste nel fatto che si genera un campo elettrico,
altrimenti assente.
Orbene, la circuitazione del campo elettrico così
ottenuto lungo il bordo della superficie aperta, è proporzionale
alla variazione nell'unità di tempo del flusso del campo
magnetico sulla superficie in questione.
Si noti che "la variazione nell'unità
di tempo" di una grandezza qualunque significa che devo fare
la differenza fra i valori che assume quella grandezza in due istanti
diversi e devo dividere poi il risultato ottenuto per l'intervallo
di tempo considerato. Per esempio, se una grandezza adesso vale
10 e fra 2 secondi vale 20 , la sua variazione nell'unità
di tempo sarà (20 - 10) / 2 = 5 .
Si noti anche che la variazione di flusso magnetico
può essere ottenuta semplicemente movendo una calamita davanti
ad una spira di rame.

Il campo elettrico E che si genera per induzione magnetica,
è "disposto" lungo la spira di rame ed è
in grado di mettere in moto gli elettroni delle ultime orbite degli
atomi di rame che sono (come per ogni metallo) praticamente liberi
di muoversi. Si ottiene così una corrente elettrica a partire
da un campo magnetico variabile.
Si ha così che l'energia meccanica si trasforma in energia
elettrica.
QUARTA EQUAZIONE DI
MAXWELL
La circuitazione del vettore induzione magnetica
è uguale al prodotto della permeabilità magnetica
del mezzo per l'intensità di corrente concatenata con la
linea (I) e la variazione del campo elettrico per epsilon.

dove C indica la circuitazione,"fi" indica
il flusso, I indica la corrente elettrica, E indica il campo elettrico
ed B indica il campo magnetico.
Questa equazione mostra che è possibile "creare"
un campo magnetico oltre che variando il flusso del campo elettrico,
anche con una corrente elettrica.
Si hanno cioè due casi che possono essere anche compresenti.
1. Creazione del campo magnetico a causa della variazione
del flusso elettrico, ovvero il fenomeno dell'induzione elettrica:

2. Campo magnetico creato da una corrente elettrica
:

Ricapitolando:

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