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UN MOVIMENTO
D’AVANGUARDIA A CARATTERE INTERNAZIONALE
Il futurismo nasce ufficialmente il 20 febbraio 1909 con la
pubblicazione a opera di Filippo Tommaso Marinetti del Manifesto di fondazione
sul giornale parigino “LE FIGARO”: si presenta con caratteristiche di
internazionalità, come un movimento d’avanguardia, al passo con il processo di
industrializzazione in atto nella società capitalistica europea. La sua volontà
dissacratoria, la sua ostilità al sentimentalismo lo fanno identificare come un
movimento di rottura rispetto alla tradizione letteraria. Promotore e diffusore
ne è Marinetti che nel Manifesto proclama come elementi essenziali della poesia
futurista “il coraggio, l’audacia, la ribellione, il movimento aggressivo,
l’insonnia febbrile, la bellezza della velocità”.
“
Le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa…le maree
multicolori e polifoniche delle rivoluzioni…il vibrante fervore notturno degli
arsenali e dei cantieri…le stazioni ingorde…le officine appese alle nuvole pei
contorti fili dei loro fumi…i ponti simili a ginnasti giganti…i piroscafi
avventurosi…le locomotive dall’ampio petto…e il volo scivolante degli
aeroplani”. La macchina è al centro dell’attenzione nella produzione futurista,
in Italia i principali centri saranno Milano e Firenze cui corrispondono
linguaggi e proposte culturali in parte differenti, di stampo quasi
pubblicitario.
FUTURISMO
E FASCISMO
La
disponibilità anche ideologica e la carica di aggressività eversiva del
futurismo si trasformano
in epoca fascista in un consenso disciplinato, quando il movimento coglie nel
nuovo partito l’occasione per un’ulteriore valorizzazione della propria
immagine: Marinetti, per primo dopo aver richiamato Mussolini diviene ACCADEMICO
D’ITALIA e approva l’imperialismo fascista. Le differenze tra i due
movimenti sono di stile, ma il reciproco appoggio che procura vantaggi per
entrambi, ebbene accetto ad entrambi che non esitano a celebrarsi a vicenda.
Anche di fronte alla guerra le posizioni sono simili: il futurismo esalta la
forza, il coraggio e l’arditezza. Il futurismo è l’ultimo grande movimento
culturale che l’Italia esporti: ne nascono nuclei in tutta l’Europa, dalla
Francia alla Russia; il più importante è il futurismo russo sviluppatosi dal
1910 in
polemica con il movimento simbolista. Nei vari paesi europei il futurismo ha
stretti legami con i movimenti artistici d’avanguardia, soprattutto con il
cubismo di Picasso e l’espressionismo tedesco.
Clamoroso,
pittoresco e provocatorio, questo movimento inventa le serate scandalistiche, le
zuffe, le manifestazioni piene di insulti. In arte e in letteratura si delibera
la distruzione di ogni norma linguistica tradizionale, elaborando una scrittura
“movimento-velocità” priva di sintassi, tesa a dare il massimo rilievo a
associazioni libere e simultanee, alla poesia visiva in letteratura, Filippo
Tommaso Marinetti è il rappresentante indiscusso del movimento in Italia.
Insieme a Marinetti ricordiamo anche Corrado Govoni e Aldo Palazzeschi.
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