«Il criterio era rigoroso, e credo sia lo stesso seguito
dai servizi segreti: non ci sono informazioni migliori delle altre,
il potere sta nello schedarle tutte, e poi cercare le connessioni.
Le connessioni ci sono sempre, basta volerle trovare.»
- Anno di pubblicazione: 1988.
- Genere: Romanzo.
- Protagonisti: Casaubon, studente Universitario, Jacopo Belbo,
redattore della casa editrice Garamond, e Diotallevi, esperto di
dottrine miseriosofiche.
- Narratore: Prima persona.
I
tre protagonisti del romanzo, Casaubon, Belbo e Diotallevi, nel 1984,
entrano in possesso di una misteriosa
pergamena, che sembra nascondere un messaggio segreto dei Templari.
Dopo varie vicende personali che dividono Casaubon da
Belbo e Diotallevi, i tre decidono di ricostruire con l'immaginazione
il Piano originario d'azione dei Cavalieri Templari. Il famoso Ordine
Cavalleresco,
sciolto dal Filippo il Bello nel 1312, avrebbe, secondo la pergamena,
continuato a riunirsi
clandestinamente per organizzare un Piano di dominio del Mondo. Questo
Piano sarebbe stato elaborato seguendo dei complicati calcoli
cabalistici e avrebbe previsto che a partire dal 1344 sei Grandi
Maestri Templari controllassero ciascuno un diverso punto del mondo e,
ogni venti anni per sei volte, sei nuovi Grandi Maestri Templari
sarebbero succeduti a quelli esistenti. Così via finchè i
Templari non sarebbero giunti ad ottenere un'egemonia sul mondo grazie
ad uno strumento: Il Pendolo di Foucault. Questo pendolo avrebbe
permesso loro di regolare le correnti sottettanee terrestri e
determinare così il clima sulla terra. I tre amici si fanno prendere
sempre di più dal Piano e fanno in modo di campare connessioni con la
Storia, per dare veridicità a questa loro creazione. Le loro fantasie
però vengono prese come reali da una setta di fanatici
che vogliono così impadronirsi dei segreti del gruppo. Quindi, mentre
Diotallevi muore di malattia, Jacopo Belbo viene rapito dai seguaci
della setta segreta. Casaubon recupera i testi che Belbo aveva scritto
nel suo computer (Abulafia) e, sempre e solo sulla base delle ipotesi
dell'amico, capisce che tutto ruota intorno al Pendolo. Quindi si reca
a Parigi, al Conservatories des Arts et Méiters (dove si trova il
Pendolo) e assiste all'impiccagione di Belbo. Spaventato dalla scena
Casaubon scappa dalla Francia, torna in Italia e si rifugia presso la
casa natale di Belbo nelle Langhe.