«Il criterio era rigoroso, e credo sia lo stesso seguito
dai servizi segreti: non ci sono informazioni migliori delle altre,
il potere sta nello schedarle tutte, e poi cercare le connessioni.
Le connessioni ci sono sempre, basta volerle trovare.»




I tre protagonisti del romanzo, Casaubon, Belbo e Diotallevi, nel 1984, entrano in possesso di una misteriosa pergamena, che sembra nascondere un messaggio segreto dei Templari. Dopo varie vicende personali che dividono Casaubon da Belbo e Diotallevi, i tre decidono di ricostruire con l'immaginazione il Piano originario d'azione dei Cavalieri Templari. Il famoso Ordine Cavalleresco, sciolto dal Filippo il Bello nel 1312, avrebbe, secondo la pergamena, continuato a riunirsi clandestinamente per organizzare un Piano di dominio del Mondo. Questo Piano sarebbe stato elaborato seguendo dei complicati calcoli cabalistici e avrebbe previsto che a partire dal 1344 sei Grandi Maestri Templari controllassero ciascuno un diverso punto del mondo e, ogni venti anni per sei volte, sei nuovi Grandi Maestri Templari sarebbero succeduti a quelli esistenti. Così via finchè i Templari non sarebbero giunti ad ottenere un'egemonia sul mondo grazie ad uno strumento: Il Pendolo di Foucault. Questo pendolo avrebbe permesso loro di regolare le correnti sottettanee terrestri e determinare così il clima sulla terra. I tre amici si fanno prendere sempre di più dal Piano e fanno in modo di campare connessioni con la Storia, per dare veridicità a questa loro creazione. Le loro fantasie però vengono prese come reali da una setta di fanatici che vogliono così impadronirsi dei segreti del gruppo. Quindi, mentre Diotallevi muore di malattia, Jacopo Belbo viene rapito dai seguaci della setta segreta. Casaubon recupera i testi che Belbo aveva scritto nel suo computer (Abulafia) e, sempre e solo sulla base delle ipotesi dell'amico, capisce che tutto ruota intorno al Pendolo. Quindi si reca a Parigi, al Conservatories des Arts et Méiters (dove si trova il Pendolo) e assiste all'impiccagione di Belbo. Spaventato dalla scena Casaubon scappa dalla Francia, torna in Italia e si rifugia presso la casa natale di Belbo nelle Langhe.









«