Figlio di uno scontro galattico

27.04.11_hp.jpgPer l’ammasso di galassie Abell 2744, noto anche con l’appellativo di ammasso di Pandora, la venuta al mondo è stata a dir poco scoppiettante: è nato infatti dal tamponamento a catena di quattro ammassi di galassie, in una serie di scontri che è durata ben 350 milioni di anni. La storia di questo ammasso si è potuta ricostruire grazie alle osservazioni effettuate in modo congiunto dal telescopio spaziale Hubble, dal VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, dal telescopio giapponese Subaru e dal telescopio ai raggi X Chandra (v. immagine combinata a fianco).

27.04.11.jpgPer l’ammasso di galassie Abell 2744, noto anche con l’appellativo di ammasso di Pandora, la venuta al mondo è stata a dir poco scoppiettante: è nato infatti dal tamponamento a catena di quattro ammassi di galassie, in una serie di scontri che è durata ben 350 milioni di anni. La storia di questo ammasso si è potuta ricostruire grazie alle osservazioni effettuate in modo congiunto dal telescopio spaziale Hubble, dal VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, dal telescopio giapponese Subaru e dal telescopio ai raggi X Chandra (v. immagine combinata a fianco).
Quando gli ammassi di galassie si scontrano tra di loro gli astronomi sono ben contenti, perché ricavano dall’evento molte informazioni. Nel caso specifico dell’ammasso Abell 2744, l’analisi dei dati ha permesso di osservare alcuni insoliti fenomeni, tra cui il più interessante è la presenza di materia oscura separata dal gas. La spiegazione che si dà a questo strano fatto è che le collisioni che hanno portato alla nascita dell’ammasso hanno separato la materia oscura dal gas caldo e dalle galassie visibili circostanti. La materia oscura è per sua natura sfuggente, perché non emette, assorbe o riflette la luce (da cui il suo nome), e può pertanto essere individuata indirettamente dagli effetti gravitazionale che produce sulla materia circostante. Per individuarla, gli astronomi hanno sfruttato il cosiddetto effetto di lente gravitazionale, ossia la curvatura della luce proveniente da galassie lontane ad opera del campo gravitazionale della materia oscura stessa, che dà luogo a una serie di distorsioni delle immagini. Dallo studio di queste distorsioni si può ricavare una mappa della materia oscura presente.
Gli ammassi di galassie sono le strutture più grandi del Cosmo, contenenti un numero impressionante di stelle. Il modo in cui essi si formano attraverso ripetute collisioni ha profonde implicazioni anche per la conoscenza dell’Universo. Sono pertanto in progetto ulteriori studi per capire meglio l’evoluzione dell’Ammasso di Pandora, che unisce complessità a fascino.

Claudio Censori (www.cosmored.it)

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