Il Voltaire del 1900: Bertrand Russell

bertrand-russell-kevan.jpg"Quando Euclide, considerato come libro di testo, veniva attaccato per la sua verbosità o per la sua oscurità o la sua pedanteria, era uso difenderlo dicendo che la sua eccellenza logica è trascendente, e consente un invalutabile esercizio al potere giovanile di ragionamento. In realtà questa affermazione cade ad un’ispezione ravvicinata. Le sue definizioni non sempre definiscono, le sue dimostrazioni richiedono molti assiomi dei quali è del tutto inconsapevole… Il valore del suo lavoro come capolavoro di logica è stato esagerato enormemente". The Principles of Mathematics (1902).

"Io ritengo che l’abolizione della proprietà privata della terra e del capitale rappresenti un passo necessario per l’edificazione di un mondo nel quale le nazioni possano vivere in pace l’una con l’altra". 1919: Proposed Roads to Freedom.

"Compito dell’educazione è quello di guidare l’istinto in una direzione tale da permettergli di sviluppare le azioni utili anziché quelle dannose". 1929: Marriage and Morals.

"A quell’epoca cominciavo ad emergere da quel lago di idealismo germanico in cui ero stato gettato da Mc Taggart… In questo processo fui molto aiutato da Moore con cui in quel periodo ero in stretto contatto. Fu una grande emozione, dopo aver lungamente ritenuto irreale il mondo sensibile, poter ancora credere che esistessero cose come tavoli e sedie". 1969: The Autobiografy of Bertrand Russell.

"So che alla mia morte dovrò imputridire e che nulla del mio ego sopravvivrà. Non sono giovane e amo la vita, ma disdegno di abbattermi al pensiero dell’annientamento. La felicità non è meno vera, anche se deve finire. Il pensiero e l’amore non perdono il loro valore se non sono eterni. Parecchi uomini hanno affrontato il patibolo con fierezza; la stessa fierezza ci dovrebbe insegnare a riflettere senza tremare sul destino dell’uomo nell’universo. Anche se le finestre spalancate dalla scienza al primo momento ci fanno rabbrividire, abituati come siamo al confortevole tepore casalingo dei miti tradizionali, alla fine l’aria fresca ci rinvigorirà". 1927: Why I am not a Christian.

"In complesso la filosofia continentale ha aspirato a costruire sistemi di ampio respiro. Le sue argomentazioni sono di tipo aprioristico e, nel suo slancio, essa spesso non s’interessa alle questioni particolari. La filosofia britannica (oggi diremmo analitica), viceversa segue più da vicino il metodo scientifico della ricerca empirica. Si preoccupa in modo frammentario di una quantità di piccole cose e, quando propone principi generali, li mette sempre a confronto con l’esperienza diretta.
In conseguenza di questo modo diverso di affrontare i problemi, i sistemi a priori, anche se di per se stessi coerenti, cadranno in polvere se i loro pilastri verranno scossi. Invece la filosofia empirica, basata sui fatti osservati, non crollerà se in qualche punto affioreranno difetti. E’ come la differenza fra due piramidi una delle quali sia costruita a rovescio. La piramide empirica poggia sulla base e non cade se gli si toglie qualche mattone. La piramide a priori sta in equilibrio sul vertice e si sfascia qualora si faccia tanto di darle uno spintone". 1959: Wisdom of the West.

"La matematica è la sola scienza esatta in cui non si sa mai di cosa si sta parlando, ne se quello che si dice è vero". Bertrand Russell (1872-1970)

I significati fisici associati ai numeri o ai concetti geometrici non fanno parte della matematica. E’ pensando a questo che Russell disse quanto riportato nell’ultimo pensiero. All’epoca lui e Frege confidavano di poter fondare la matematica sui principi della logica. Nel 1903 Frege al termine dei suoi Grundgesetze scrisse: "Nulla di più indesiderabile può capitare ad uno scienziato del fatto che una delle fondamenta del suo edificio si incrini dopo che l’opera è finita. E’ questa la situazione in cui mi trovo in seguito ad una lettera (contenente il paradosso) inviatami dal signor Bertrand Russell proprio mentre si stava ultimando la stampa di questo volume… Non è soltanto questione del mio particolare modo di gettare le fondamenta, ma è in questione la possibilità o meno di dare all’aritmetica un qualsiasi fondamento logico".

Russell aveva trovato il paradosso considerando l’insieme di tutti gli insiemi che non sono membri di se stessi, ponendosi la domanda se essi fossero o meno membri di se stessi. Sia la risposta negativa che quella positiva da luogo ad una contraddizione. Per divulgare il paradosso Russell fece il divertente esempio di un ipotetico barbiere di un paese che, per definizione, fa la barba solo a tutti quelli che non se la fanno da se. La domanda è: chi fa la barba al barbiere? Sia la risposta "se la fa da se" che la risposta "non se la fa da se" è in contraddizione con la definizione data del barbiere.

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  1. falso allarme ragazzi! sono riuscito a trovare la citazione: Bertrand Russell, The Triumph of Stupidity in Mortals and Others: Bertrand Russell’s American Essays, 1931-1935 (Routledge, 1998), p. 28.
    Citare l’opera non è una pignoleria, è l’unico modo per mettere chi legge nella situazione di poter controllare la citazione e poterla a sua volta citare senza timore di dire stupidaggini. Ciao e congratulazioni per il vostro simpatico sito

  2. vorrei sapere, magari proprio da Roberto Chiappi che ha la civile abitudine di citare anche il testo da cui è tratto il pensiero riportato oltre che l’autore, se è possibile in qualche modo risalire alla frase (posta in calce alla pagina) “la cosa seccante di questo mondo …”

  3. Ecco un metodo sicuro per capire a quale dei due campi, analitico o continentale, appartiene un filosofo: chiedetegli a cosa sta lavorando. Se vi risponde con un problema (il libero arbitrio, il concetto di verità, ecc.) è un filosofo analitico; se risponde con una persona (Hegel, Husserl, Marx, Freud, ecc.) è un filosofo continentale.

  4. L’essenza della visione liberale non sta in quali opinioni vengano sostenute, ma nel come vengono sostenute; invece di essere sostenute dogmaticamente, esse sono sostenute sperimentalmente e con la consapevolezza che nuovi dati di fatto possano, in qualsiasi momento, portare al loro abbandono.

  5. Si apre oggi, all’università Vita-Salute del San Raffaele di Milano e sotto la presidenza di Michele di Francesco, il primo convegno di filosofia analitica europeo che si svolge in Italia.
    La filosofia analitica, principalmente di origine angloamericana, si concentra sulla conoscenza, la logica, la linguistica l’epistemologia, il problem solving, lo studio della mente ecc. ed è in parte contrapposta alla filosofia continentale che si occupa maggiormente dell’esistenza, la natura dell’essere, le finalità ultime, la metafisica, l’approccio storicistico, ecc..
    Tra i maggiori esponenti della filosofia analitica si ricordano: Russell e Moore (i pionieri) e poi Frege, Wittgenstein, Popper, Quine, Kripke, Lewis, ecc.. Mentre i continentali si chiedono: “chi siamo?, dove ci troviamo?, come ci siamo arrivati?” gli analitici si interrogano su conoscenza, verità, natura della scienza e soluzione dei problemi degli umani.

  6. Amare le domande più delle risposte.
    “La filosofia va studiata non per amore delle risposte precise alle domande che essa pone, perché nessuna risposta precisa si può, di regola conoscere, ma piuttosto per amore delle domande stesse; perché esse ampliano la nostra concezione di ciò che è possibile, arricchiscono la nostra immaginazione e intaccano l’arroganza dogmatica che preclude la mente alla speculazione.”

  7. “…… estromettere dalla vita politica gli indesiderabili per mezzo di scandali. Quando un uomo dalle opinioni un po’ sovversive si avventura nella politica, coloro che hanno a cuore la conservazione delle nostre istituzioni non devono far altro che tener d’occhio la sua attività privata fino a che non scoprono qualcosa che, se rivelata, gli rovinerebbe la carriera.”

    “…tutte le nostre opinioni hanno almeno una penombra di vago e di falso…. Conviene prestare ascolto a tutte le parti, cercare di accertare tutti i fatti rilevanti, controllare le nostre inclinazioni discutendo con persone che seguano una tendenza opposta alla nostra, e coltivare la disposizione a scartare ogni ipotesi che si sia dimostrata inadeguata …. Ogni uomo di scienza è pronto ad ammettere che ciò che per il momento passa per conoscenza scientifica avrà bisogno di venire corretto col progredire delle scoperte, ma resta abbastanza vicino alla verità perché serva a moltissimi scopi pratici, anche se non a tutti.”

    “Saggi scettici”, Edizioni Longanasi 2011.

  8. ” La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi”.

    Bertrand Russell