Curiosità

Il simbolo di infinito è dovuto a John Wallis (1616-1703) e compare per la prima volta nel 1655 nell’opera Arithmetica Infinitorum. E’ una modificazione di quello che usavano i romani per indicare una miriade.

 

 

Il simbolo di percentuale % è di origini italiane. Giorgio Chiarino (1481) usa il simbolo xx per c. per indicare 20 per cento. In una lettera commerciale sempre del XV secolo viene usato un simbolo costituito da una p e uno 0. In seguito viene usato un simbolo del tipo 0/0 e nel 1650 il moderno %.

 

 

Il simbolo “PI GRECO”, usato nel significato attuale di rapporto tra diametro e circonferenza è piuttosto moderno. E’ stato introdotto dal  matematico inglese William Jones nel 1706 in onore di Pitagora (l’iniziale di Pitagora dell’alfabeto greco). Nel 1737 venne utilizzato anche da Leonhard Euler (1707-83) e quindi da tutti i matematici.

 

 

111.111.111 x 111.111.111 = 12.345.678.987.654.321

 

 

Il simbolo del fattoriale “!” fu introdotto nel 1808 in Germania da Christian Kramp. Il simbolo indica lo stupore per la rapidità con cui il risultato dell’operazione cresce, al crescere del numero di partenza. Nel mondo anglosassone è anche detto n bang.
Per chi non lo ricordasse10!=10*9*8*7*6*5*4*3*2*1=3628800.

 

 

Nel sistema di numerazione romana C corrispondeva a 100, D a 500, M a 1000. Col crescere dei debiti e dei crediti fu introdotta una cornice aperta verso il basso che tracciata intorno a un numero ne moltiplicava il valore per 100.000.
Livia lasciò |D|, quindi 50.000.000, di sesterzi a Galba ma suo figlio, l’imperatore Tiberio, erede dei rimanenti beni della madre, sostenne che |D| andava letto D, cioè 500, quia notata non perscripta erat summa, perché la somma non era scritta in lettere.
Galba ricevette quindi 500 sesterzi.
Capito perché negli assegni e nei vaglia dovete scrivere il numero in cifre e in lettere?

 

Fonte: R. Kaplan, Zero, Rizzoli, Milano, 2000, p.19.

 

 

Il grande geometra Michel Chasles (1793-1880), caposcuola francese degli studi di geometria proiettiva e membro dell’Accademia delle scienze parigina, era invece molto ingenuo nella vita pratica.
Collezionatore di autografi e lettere celebre, comprò da un falsario una lettera di Maria Maddalena a Lazzaro, per duecentomila franchi.

 

Fonte: Hauchecorne, Suratteau, Des mathématiciens de A à Z, Ellipses, Paris, 1996, p.78

 

 

J.J.Sylvester (1814-1897) una volta rimproverò uno studente per aver usato in un lavoro una proposizione insensata e indimostrabile. La proposizione, gli fece notare lo studente, era un teorema che aveva dimostrato lo stesso Sylvester.

 

Fonte: G. Lolli, Il riso di Talete, Bollati Boringheri, Torino, 1999, p. 14

 

 

Il generale Custer, prima di affrontare Toro Seduto nella battaglia di Little Big Horn, mandò in ricognizione il suo esploratore più fidato per stimare il numero degli indiani. Al ritorno riferì: – Sono diecimila e cinque. – Come hai fatto a contarli?, chiese Custer. – Dal mio nascondiglio li ho visti tutti, prima uno, poi due, poi tre, quattro, cinque e poi tanti altri: saranno stati diecimila.

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