Il teorema di Pitagora e le terne pitagoriche

Commenti

commenti

Ci sono 3 commenti su questo articolo:

  1. L’UPF si dimostra perchè,se aoo
    = b, per cui
    per n>2 è
    a^n+b^n
    a^3+b^32
    scomparirebbe il t. d Pitagora nel piano

  2. ESLUSIVAMENTE PER LE TERNE PITAGORICHE ,VALIDE PER N=2LA DIMOSTRAZIONE CHE NON E’ POSSIBILE PER LA STESSA TERNA POTENZE MAGGIORI DI DUE E’ PIUTTOSTO SEMPLICE

  3. Dice molto bene l’Autore nella conclusione di questo suo articolo: ” La storia ha poi fatto si che questo teorema conducesse ad una congettura molto forte…ecc..”…ovvero all’ultimo teorema di Pierre de Fermat ( annunciato nel XVII secolo, grazie alle pubblicazioni fatte dal figlio maggiore Clément-Samuel nel 1670 );un thriller matematico durato oltre tre secoli e mezzo che ha irretito le menti più grandi del pianeta e risolto nella sua verità universale da Andrew Wiles, solo nel 1994 ma soltanto con la complessità e complicità delle più grandi e recenti matemaiche moderne.
    Un Libro molto chiaro e semplice per avvicinarsi all’argomento è quello di: Simon Singh, L’Ultimo Teorema di Fermat,BUR Saggi,1999, dove alle pagine 316 e 317, lascia ancora la possibilità di una sfida tutt’ora aperta: quella della ricerca ancora sconosciuta della dimostrazione originale di Fermat…quella fatta con le matematiche del XVII secolo!..Pag 316: ” Se Fermat non aveva in mano la dimostrazione di Wiles, che cosa aveva dunque in mano?” I matematici si sono divisi in due gruppi:
    1)I romantici ottimisti che ritengono di poter ancora ottenere la scoperta della dimostrazione originale.
    2) Gli scettici realisti che ritengono che fu una distrazione,una debolezza o un errore di Fermat, il quale si rese conto subito dopo aver annunciato comunque una congettura molto forte.
    Se avessero ragione i primi la dimostrazione doveva coinvolgere un ragionamento così complesso da essere sfuggito a tutti.
    Se avessero ragione i secondi l’ultimo Teorema di Fermat sarebbe stato il più bel errore matematico della storia.
    Oppure potrebbe formarsi un terzo gruppo di matematici: quello della via di mezzo, ovvero quelli che ritengono che vi sia una dimostrazione corretta ma solo a metà e interrotta da un “mezzo errore”…Voi in che gruppo vi schierate per questa nuova scalata?..La sfida dunque è tutt’altro che chiusa.