Matemago di Anna Cerasoli

Rivolto ai ragazzi della secondaria di primo grado, questo libretto – con le illustrazioni di Gaia Stella – è una vera miniera di curiosità, aneddoti e giochi matematici.
Matemago può contare su ventisei capitoletti ricchi di matematica, che si concludono con una sfida, ovvero un problema che riguarda l’argomento appena trattato e che può essere risolto con più o meno fatica. Il protagonista è lo stesso della trilogia “Sono il numero uno”, “Io Conto” e “Tutti in cerchio”: dopo aver imparato ad apprezzare la matematica, che ora è quasi amata quanto il rugby, ha deciso di frequentare un corso estivo, in una classe di una decina di ragazzi, sotto la guida di Dario, studente universitario.
Si comincia con il teorema dei quattro colori, che, insieme alla congettura di Keplero che compare verso la fine, è un esempio di come la realtà ci regali sempre nuove sfide e, al tempo stesso, di come problemi semplici da spiegare possano essere difficili da risolvere. Le due congetture sono infatti state dimostrate solo recentemente e grazie all’utilizzo del computer: l’autrice sottolinea molto bene che il computer spesso ed erroneamente viene considerato come una macchina che pensa al posto nostro, ma in realtà è uno strumento che ha bisogno di precise istruzioni. Queste istruzioni sono rappresentate dai diagrammi di flusso, indicati nel libro come le ricette del matematico: è proprio in questo continuo ricorrere a definizioni semplici, con rimandi alla realtà quotidiana, che sta uno dei punti di forza di questo libretto. Il matematico è descritto come colui che sa descrivere situazioni diverse con lo stesso modello o come un inventore di formule, ovvero di “scorciatoie” per descrivere ragionamenti complessi.
La matematica protagonista di questo testo è anche una matematica seriamente ancorata alla realtà, come dimostrano i grafi sociali che possono descrivere le nostre interazioni in Facebook, l’algoritmo PageRank di Google che permette di associare l’importanza di un sito ad un numero, o ancora le coordinate cartesiane che sono alla base del GPS o che diventano fondamentali nel momento in cui voglio confrontare tra di loro, ad esempio, due diverse tariffe telefoniche. E che dire della topologia? I ragazzi della scuola vengono invitati a ripulire dalle erbacce i vialetti del cortile e a raccogliere la spazzatura dei cestini: un modo come un altro per discutere della matematica nascosta nel lavoro del postino o del commesso viaggiatore.
Il calcolo combinatorio e il sistema posizionale binario vengono indagati per gioco, ma anche a partire da problemi concreti, mentre si torna a Giulio Cesare per parlare della criptazione dei messaggi. Non manca il riferimento al calcolo della probabilità, alla distinzione tra giochi equi e non equi, mentre il legame tra la sicurezza in cucina, le tavole di verità dei connettivi logici e i circuiti elettrici è spiegata con grande semplicità con l’uso di tabelle e disegni proprio nel penultimo capitolo. L’ultimo capitolo conclude il libro in bellezza: dedicato alla sezione aurea, parla della matematica della natura e della bellezza delle opere d’arte.
Una lettura consigliata sia per indagare le curiosità della matematica, sia per giocare con gli strumenti che ci vengono offerti; una lettura consigliata ai ragazzi della secondaria di primo grado per imparare ad amare un po’ di più la matematica o per scoprirne la ricchezza, ma anche a quegli adulti che hanno bisogno di parole semplici per capire concetti complessi; una lettura consigliata agli insegnanti alla ricerca di nuovi stimoli per presentare i “soliti” argomenti. In altre parole, potremmo definirlo un antidoto alla noia, considerata la grande fantasia dell’autrice. I suoi libri si basano sul binomio semplicità-sorpresa: una matematica semplice, ma che sorprende, una matematica astratta ma nascosta nella quotidianità, una matematica antica – basti pensare ad Al Kuwaritzmi e Fibonacci – ma al tempo stesso moderna, come dimostrano Google e Facebook.

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