Il museo dei numeri di Piergiorgio Odifreddi

Ancora una volta Piergiorgio Odifreddi riorganizza per noi il sapere matematico, e non solo, ponendo l’accento sui numeri, le curiosità ad essi legate, la loro storia, partendo dal presupposto che “I numeri sono le vocali della matematica”, come dice Novalis, uno dei più importanti rappresentanti del romanticismo tedesco.
Il fatto stesso che, in apertura, ci siano citazioni prese da tutti gli ambiti del sapere ci dice che questo libro non parla solo di matematica, ma, innanzi tutto, del sapere scientifico, letterario, religioso, musicale, artistico.
Il viaggio che Odifreddi ha organizzato per noi inizia con un racconto di Cesare Zavattini, «La gara di matematica», perché “costituisce una metafora di questo libro”: comincia lentamente nell’elenco dei numeri e poi salta fino ad arrivare alle superpotenze di dieci, come il Googolplex, perché “la corsa dell’umanità verso i grandi numeri non procede a velocità costante, ma accelerata”.
Il viaggio nel quale ci guida Odifreddi è composto da sette escursioni che ci portano sempre più in alto: “Le albe del numero” è dedicato alla storia della matematica, a partire dalle tacche intagliate sugli ossi o sui bastoni, fino ad arrivare al sistema di numerazione decimale posizionale, con la città di Firenze che nel 1299, all’indomani del Liber abaci di Fibonacci, proibiva con un’ordinanza l’uso delle cifre indoarabiche, più facilmente falsificabili rispetto a quelle romane.
“Unità” è dedicato ai numeri da 0 a 9 e Odifreddi si addentra nel mondo della teologia (ma senza l’ironia che di solito contraddistingue la trattazione di questi argomenti), della filosofia, della pittura, della musica, della fisica, dell’aritmetica e della geometria, della letteratura, della biologia… fino ad arrivare al linguaggio (chi sapeva che il termine tribù è legato al numero tre?).
“Cifre” illustra alcune curiosità a partire dalla poesia “Nummeri” di Trilussa da «L’avventura dello zero» di Gianni Rodari, citando i repunit, la base binaria e tutti i “giochi” aritmetici che si possono fare con le quattro operazioni, ad esempio “sommando fra loro le cifre da 1 a 9 dispiegate nelle due direzioni”.
In “Decine e centinaia” il passo si allunga: 10, 11, 12, 14, 41, 42, 64, 100, 153 e per concludere 666 e continua ad allungarsi in “Migliaia, milioni e miliardi”, visto che si riparte da 1000 e si arriva a 4.294.967.297, passando attraverso 17.152, il numero di modi in cui è possibile disporre i quattordici pezzi dello Stomachion di Archimede.
Il libro si conclude con due itinerari tra le potenze e le superpotenze di dieci, passando attraverso gli scacchi, gli atomi dell’universo, le mandrie del Sole e la biblioteca di Babele.
Ad ogni itinerario sono dedicati dieci piccoli paragrafi: ogni paragrafo è ricco dal punto di vista dei contenuti, ma, visto il contenuto numero di pagine dedicato al singolo argomento, si può leggere rapidamente e senza grande impegno, magari centellinando la lettura, invece di affrontare il percorso in fretta.
Numerosissime sono le illustrazioni, scelte tra immagini curiose e opere d’arte e anche questo contribuisce a rendere meno impegnativo il percorso. Attraverso questo libro, Odifreddi comunica con il grande pubblico, che può rendersi conto di quanto i numeri invadano ogni aspetto della nostra vita, non appartenendo solo alla matematica. Nel percorso non mancano i riferimenti ai grandi matematici e alle proprietà dei numeri, che si distinguono in numeri primi, perfetti, amicabili…
Il libro è rivolto innanzi tutto a coloro che magari hanno conosciuto la matematica solo sui banchi di scuola ma non hanno avuto l’occasione di amarla. I numeri, le “vocali della matematica”, possono essere una facile via d’accesso, un modo per cominciare ad appassionarsi e, magari, lasciarsi prendere dalla tentazione di scoprire qualcosa di più.
Daniela Molinari

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