Problem Solving 102 nomi per 102 idee Frammenti d’autore, di R. Chiappi

Un testo di oltre 300 pagine, che ripercorre le tappe del pensiero razionale dai Sumeri al XX secolo. Il tutto letto in chiave di Problem Solving. Sono inclusi filosofi, psicologi, matematici e logici, sistemisti, inventori, scienziati, ingegneri, imprenditori, economisti, esperti di management ed organizzazione.

In breve i maggiori pensatori concreti che si sono succeduti nell’arco della storia.

Il filo conduttore dell’autore (Roberto Chiappi) è la ricerca delle idee e degli argomenti originali e produttivi per lo sviluppo del pensiero e dell’attività umana, in termini di miglioramento delle condizioni di vita, di lavoro, di organizzazione economica.

Quindi la ricerca, ma anche la filosofia della ricerca. Uno sforzo complesso e approfondito di cogliere gli apporti sostanziali e decisivi dei vari personaggi. Il tutto narrato con uno stile lineare, sobrio, piacevole.

Nella maggior parte degli articoli l’autore evita di prendere posizione ed esprimere giudizi sull’efficacia delle idee e proposte sviluppate dai pensatori. Ma alcune sezioni se ne discostano radicalmente: nel caso di diversi pensatori attuali lo scrittore sottolinea e difende vigorosamente lo sforzo teso a combattere le ideologie, le idee antiche e preconcette, le leggende metropolitane.

La bussola che orienta il suo percorso è il continuo confronto tra la realtà – i fatti e gli esperimenti reali – e la teoria, che tenta, talvolta con grande successo, di descriverli e prevederli.

In questo egli si colloca nella linea dell’empirismo e del razionalismo di matrice britannica (Locke, Hume, Russell). Con un occhio di particolare riguardo per la matematica, la scienza delle scienze.

E’ certamente difficile immaginare che il lettore desideri approfondire tutti gli innumerevoli argomenti trattati dall’autore, ma certo ognuno troverà diversi soggetti congeniali ed interessanti al punto di studiare la relativa tematica. Qui sopperisce la notevole bibliografia. Che a sua volta rimanda alle moderne fonti di informazione.

Infine non è marginale rilevare una serie di ricordi e commenti che Roberto Chiappi dedica ai ricordi famigliari e personali. Ne escono dettagli e notizie su importanti istituzioni e società del secolo XX, che ha visto in Italia lo sviluppo di personalità, idee, progetti, industrie di grande innovazione e successo, in gran parte destinate a terminare o ad essere incorporate in multinazionali potenti e ben organizzate.

Si astenga dalla lettura chi, peraltro in modo pienamente legittimo, ritiene che nulla si possa dire della realtà, se non giustapporre opinioni, senza alcun metodo solido e fondato di confronto e decisione.

MarcoM

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Ci sono 3 commenti su questo articolo:

  1. Il 6/7/14 Elena Cattaneo sul Sole 24 Ore scrive l’articolo: La caccia alle streghe manda al rogo gli Ogm: scienza contro superstizioni nel dibattito sulla genetica.

    http://www.scienzainrete.it/files/la_caccia_alle_streghe_manda_al_rogo_gli_ogm.pdf

    Per chi non avesse tempo o voglia di leggere l’articolo, trascrivo brevi passi:

    C’era un tempo in cui le donne che non rientravano negli schemi, ma nelle superstizioni della società umana, venivano chiamate streghe e messe senza rimorsi al rogo… Sembrano storie lontane, ma due anni fa in Italia, l’ultima sperimentazione scientifica di piante geneticamente migliorate è stata davvero messa al rogo…
    Gli agricoltori mi informano anche, che condurre una guerra contro gli ogm costa, all’economia italiana la morte di migliaia di aziende agricole all’anno…
    L’Italia vive al di sopra dei propri mezzi, spreca cervelli e innovazioni… imbottisce i suoi campi di pesticidi e soprattutto lega le mani degli imprenditori agricoli che vorrebbero essere competitivi sul mercato…
    Tutti i colleghi scienziati che hanno competenze internazionalmente riconosciute sul tema mi spiegano che non esistono prove che gli Ogm siano più dannosi per la salute e l’ambiente… Anzi dimostrano che ci sono prove del contrario.
    … Stanno per iniziare i trattamenti con insetticidi a cui i nostri imprenditori agricoli sono costretti a ricorrere perché gli è impedito l’uso di quel mais Ogm che non richiede l’uso di insetticidi e che non stermina passeri, rondini, lepri, coccinelle e formiche. Questa biodiversità vive indisturbata in un campo di mais Ogm…

    Stiamo davvero tornando ai tempi bui dei pregiudizi e delle streghe?

  2. Sul Corriere della sera del 6/07/14 leggo un bel’articolo di Danilo Taino che parla di ambientalismo e di “eterogenesi dei fini”. Nella mia ignoranza cerco e scopro sulla rete che “eterogenesi dei fini” vuol dire in soldoni ottenere risultati opposti agli obiettivi che si volevano perseguire. Pare che Machiavelli e Vico siano stati tra i primi ad intuire l’importanza (nel bene e nel male) di questi processi.
    Taino fa l’esempio degli ambientalisti che si oppongono ai combustibili fossili e al nucleare per il bene del pianeta.
    Siamo sicuri che i cinesi abbiano fatto male a portare fuori dalla povertà 600 milioni di persone grazie all’energia prodotta con il fossile/nucleare? E che dire del miliardo e mezzo dei poverissimi dell’Asia e dell’Africa che ancora oggi si scaldano e cucinano con stufe/fornelli alimentate con carbone ed escrementi di animali? Non sarebbe meglio per loro e per il pianeta avere centrali nucleari o a gas per produrre energia elettrica eliminando un miliardo e mezzo di stufe e fornelli altamente inquinanti? Secondo Lomborg (il celebre ambientalista scettico) e Bill Gates, che concretamente molto fa per l’ambiente, su questi temi sarebbe desiderabile una seria analisi costi/benefici piuttosto che prese di posizione miopi e prevalentemente ideologiche.

  3. Un amica mi ha detto: uso il tuo libro in un modo diverso dal consueto. Al mattino apro una pagina a caso e leggo il paragrafo. Così per tutta la giornata ho un indicazione con cui confrontarmi oppure ho un tema su cui riflettere. La prima volta è uscita Ipazia, la seconda Seneca…
    Scrivere questo libro è stato un piacere ed un divertimento. Ho scelto frammenti di pensiero di filosofi, matematici, economisti, ingegneri, psicologi, scienziati, ecc. Scorrere il libro, magari sfruttando gli indici, è come fare un viaggio nel tempo che si estende per oltre 5000 anni, eppure se provate ad aprire il libro a metà vi troverete circa all’inizio del 1900; giusto? Sbagliato? Secondo me giusto, perché è nello scorso secolo che un filosofo, un matematico ed un ingegnere iniziarono a parlare esplicitamente di problem solving. Critiche? Alcune, ma stimolanti e costruttive, cito le tre che mi hanno interessato maggiormente. Il libro va contro Euclide perché sostiene che le rette parallele possono incontrarsi all’infinito. Al contrario, i punti all’infinito (benché i greci evitassero questo concetto) sono perfettamente compatibili con la geometria euclidea. Inoltre massima è la mia ammirazione per l’argomentazione dimostrativa introdotta da Aristotele e applicata da Euclide nella sua geometria. Il libro è anti-cristiano (perché ho scritto dell’assassinio d’Ipazia), ma del vecchio testamento ho citato, come fondante per il problem solving, l’episodio di Mosé e del suocero Ietro, del nuovo testamento la parabola dei talenti riportata da Matteo. L’autore non è comunista. Vero, nel senso che i miei interessi vanno a filosofi scettici, liberali o razionalisti come Kaldun, Hume, Smith e Popper che, a mio avviso più di Marx e Lenin, hanno contribuito a risolvere alcuni problemi delle società umane.