Un biglietto di sola andata – Bruno Codenotti

Un libro davvero originale nello sviluppo dell’argomento e il sottotitolo “Un invito alla logica e alla teoria dei giochi” non potrebbe essere più adeguato, visto che si tratta di un vero e proprio invito ad approfondire.
Nella prefazione, Codenotti ci racconta la genesi di questo testo, nato dalle conferenze divulgative tenute dall’autore stesso sull’argomento e dal confronto continuo con le persone incontrate, riflettendo e costruendo progressivamente la struttura del libro. L’idea prende inoltre spunto dagli scritti di Raymond Smullyan, “un maestro della divulgazione scientifica” e non a caso nel corso della narrazione più volte sono citati i suoi giochi.
La forza del testo è nella mancanza di riferimenti a formalismi che potrebbero costituire un ostacolo alla comprensione. Non solo: l’autore mette in guardia il proprio lettore, utilizzando un carattere diverso per gli argomenti che presentano maggiore difficoltà. Il lettore può quindi scegliere di lasciarsi guidare nella soluzione – seguendo i ragionamenti di Aldo – oppure mettersi alla prova tentando di risolvere i quesiti. L’ultima scelta è quella di saltare i problemi proposti e seguire semplicemente le vicende di Aldo attraverso le sue riflessioni, in questa simpatica storia che incuriosisce il lettore, vista l’imprevedibilità della vicenda.
Aldo è, appunto, il protagonista, ma è un personaggio molto particolare: diciamo che non è un uomo come noi, ma un Homo Rationalis, ovvero “agisce sempre con uno scopo e logicamente e ha la capacità di calcolare tutto ciò che è necessario per raggiungere il proprio scopo. Contrariamente all’homo sapiens (HS), l’homo rationalis ‘crede’ a qualcosa se e solo se la può dimostrare logicamente.” Potrebbe sembrare l’alunno ideale di ogni insegnante di matematica, ma quando, nel corso della storia, Aldo fa il suo incontro con la scuola e diventa l’alunno di un Liceo Sperimentale, scopriamo che per il suo insegnante di matematica la vita si fa davvero difficile.
La storia di Aldo si svolge in tre luoghi diversi: tra gli Homo Sapiens, sull’Isola VeroFalso e a Logicolandia. Tra gli Homo Sapiens, Aldo incontra giovani “aperti a nuove amicizie” e che “fanno poche domande”: Jacopo ad esempio, uno studente di scuola superiore che chiede spesso e volentieri il suo aiuto nei compiti di matematica, oppure Lavinia, che studia fisica, ma anche con gli alunni di un Liceo Sperimentale e quelli di una scuola elementare. I problemi presentati portano alla soluzione di un “famoso rompicapo logico introdotto da Raymond Smullyan”, ma non mancano i giochi di “The Canterbury Puzzles” di Dudeney, i problemi proposti da George Boolos e alcuni problemi del famoso Martin Gardner.
Il secondo luogo è nei sogni di Aldo ed è l’Isola VeroFalso, dove il nostro protagonista si scontra con la definizione di verità e, quindi, anche con il teorema di Gödel. La guida del bibliotecario PantaRes gli permetterà di superare anche le minacce che gli vengono rivolte e proprio le vicende accadute durante il sogno aiuteranno Aldo a capire chi è veramente.
L’ultimo luogo è Logicolandia, la terra degli Homines Rationales, dove Aldo deve mettersi alla prova e ottenere la certificazione, con la guida del fantomatico Signor Q e di Pino Prati e Ciro Corvi. A Logicolandia, scopriamo come i paradossi appartengano alla vita di tutti i giorni: il paradosso di Condorcet inficia delle elezioni che, in un mondo perfettamente razionale, ci aspetteremmo sicuramente democratiche; il dilemma del prigioniero, esempio della teoria dei giochi, non aiuta certo a capire chi sono davvero i responsabili di un omicidio e il paradosso di Braess ci spiega come, a volte, decisioni apparentemente inspiegabili, in termini di gestione del traffico, siano quelle più adatte per affrontare i problemi. Insomma, pare proprio che la vita non sia semplice nemmeno dove regna sovrana la razionalità.
Il nostro Aldo, intanto, è impegnato a scoprire quale sia la sua storia, quale sia il legame con gli Homo Sapiens, perché si sia svegliato una mattina in un appartamento, con una lettera tra le mani e avendo per vicino di casa un ragazzino, Jacopo, che a scuola si trova ad affrontare problemi davvero difficili…
La lettura di questo testo è consigliata a tutti: chi lo vorrà leggere anche solo per diletto, saltando le parti davvero complesse, troverà che non sempre la verità è così semplice da trovare, nemmeno quando si lascia campo libero alla razionalità.

Daniela Molinari

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