I valori della scienza

Secondo l’opinione di Antonino Zichichi, noi non stiamo vivendo l’era della Scienza. Prova di ciò sarebbe la diffusa mistificazione culturale che si manifesta attraverso la tecnica selvaggia, le ideologie turlupinatrici e il potere politico violento. L’era della Scienza, sottolinea lo scienziato, sarà quando l’uomo saprà vivere appieno le emozioni che la Natura cela nelle sue recondite strutture.

In una sezione del suo libro “Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo”, sottolinea come spesso la scienza sia stata abusata e svilita al ruolo di semplice tecnica e sostiene invece che la scienza è forse il bene maggiore che l’uomo abbia saputo scoprire nell’immanente. Propone, a tal proposito, una lista di valori strettamente connaturati all’attività scientifica e che sarebbe auspicabile fossero accolti come valori di riferimento di ogni società. Li voglio riportare qui di seguito, nello stesso ordine del libro e usando per lo più le sue stesse parole.

Rivoluzione. La rivoluzione scientifica non produce né morti né feriti. A rivoluzione avvenuta, tutti sono più ricchi di prima. Anche se sarebbe più corretto parlare di costruzione, più che di rivoluzione.

Razzismo. La scienza è un’attività intellettuale che respinge il razzismo in modo totale. Nessuno scienziato si sognerebbe mai di osteggiare le scoperte di altri scienziati per motivi razziali.

Universalità. La scienza dimostra che esistono leggi universali valide tanto sul nostro pianeta quanto in un angolo remoto della galassia.

Esaltazione dell’individuo. La Scienza esalta l’individuo e il suo valore. Il valore di uno scienziato non è imposto dalla forza, ma dalla sua intelligenza e dalla sua dedizione al lavoro.

Stimolo intellettuale. La scienza stimola l’uomo a sempre nuove conquiste non dando come definitivo alcun risultato, ma tendendo sempre ad un continuo miglioramento. Un’ideologia invece viene sempre presentata come se fosse l’ultimo traguardo di una conquista intellettuale, bloccando gli uomini per secoli su posizioni parziali e mai generali.

Umiltà. Lo scienziato si misura quotidianamente con problemi che non sa risolvere. La storia di ogni scoperta è la storia dello strenuo lavoro profuso da chi ha dedicato la propria esistenza al sapere e alle sue sfide.

Verità. Uno scienziato che raccontasse menzogne, sarebbe escluso dal contesto scientifico. Ogni risultato raggiunto deve poter essere replicato ovunque (e da chiunque ne abbia le competenze).

Riflessione sui fatti. La scienza educa a riflettere, a non affrettarsi in conclusioni prive di verifiche e a giudicare in modo obiettivo e non emotivo. Una teoria può essere soltanto vera o falsa: ogni altro attributo di giudizio è semplicemente privo di significato.

Bontà e tolleranza. La scienza insegna bontà e tolleranza intellettuali. Gli estremi non devono essere combattuti, ma capiti. Sono molti gli esempi in cui posizioni inizialmente antitetiche sono confluite in una sintesi che ha trovato negli opposti nuova ricchezza di contenuti.

Lotta ai pregiudizi. La scienza combatte i pregiudizi e sgretola gli errori, anche se questo richiede tempi lunghissimi.

Generosità. Trasmettere e comunicare i risultati scientifici è un atto di generosità verso il prossimo.

Libertà di pensiero. La libertà di pensiero è di vitale importanza per la Scienza. Essa rappresenta la vera facoltà dell’uomo di interrogare la natura e porre i quesiti a cui dare risposta.

Se vivessimo l’era della scienza, questi valori farebbero parte integrante della cultura presunta moderna, ma così non è dato che la nostra è ancora l’era delle mistificazioni culturali. Inoltre, “la Scienza nata poco meno di quattro secoli fa con Galileo Galilei, non è ancora entrata a far parte del patrimonio culturale dell’uomo cosiddetto moderno. La nostra era passerà alla storia come quella in cui hanno imperversato le peggiori mistificazioni culturali … Siamo ancora in una fase di transizione, in cui predomina la componente culturale prescientifica”.

Domenico Signorelli

Commenti

commenti

C'è un commento su questo articolo:

  1. “Una teoria può essere soltanto vera o falsa: ogni altro attributo di giudizio è semplicemente privo di significato”.

    Sono d’accordo su tutto salvo che con la frase sopra riportata di Zichichi. Una Teoria non è altro che un modello più profondo e più articolato. Come tutti i modelli può descrivere più o meno bene i fenomeni. La teoria di Newton non è falsa, ma descrive la realtà meno bene e più approssimativamente di quanto faccia quella di Einstein.
    Una buona teoria, diceva Popper, non è mai definitivamente vera, l’importante è che sia falsificabile perché la ricerca non ha mai fine.