Matematica, etica, spiritualità e ontologia

Charles Percy Snow, in un testo del 1959 intitolato Le due culture, evidenziava il problema dell’incomunicabilità esistente tra mondo scientifico e mondo umanistico. Sicuramente esiste tra questi due ambiti una vera e propria spaccatura che segna una netta demarcazione delle precipue zone d’influenza. La scarsa compenetrazione delle rispettive esperienze e il problema di comunicazione e di scambio dei contenuti assegnano a ciascuno dei due saperi un ben preciso ruolo: dalla ricerca scientifica ci si aspetta un contributo nello sviluppo economico-sociale di una comunità, mentre alla cultura umanistica spettano le scelte di carattere politico ed etico.

Secondo Snow, in entrambi gli ambiti, sarebbe invece auspicabile l’integrazione delle due culture per puntare a un reciproco arricchimento e a quella profondità di visione che altrimenti risulterebbe impossibile raggiungere.
Nei pochi casi in cui questi due mondi sembrano incontrarsi, la reazione che scaturisce è senza dubbio di perplessità, quasi di sospetto.
Abbiamo visto nell’articolo “Spinoza e i teoremi sull’Etica” che non è affatto naturale parlare di etica usando il linguaggio e l’approccio tipici della geometria euclidea. Sembra improponibile trattare l’animo umano con lo stesso atteggiamento che si userebbe dinanzi a un qualunque sistema fisico. È complicato accettare l’idea che “l’Etica spinoziana è il tentativo pienamente consapevole di trattare con metodo geometrico, e cioè di razionalizzare le passioni e la vita morale, di sottoporle ad una considerazione scientifica altrettanto oggettiva e serena di quella che concerne il movimento, i numeri, i corpi”.
E che dire del tentativo di accostare la spiritualità alla meccanica quantistica? Fritjof Capra, proponendo la sua interessante chiave di lettura, ha senz’altro innescato un certo disorientamento.
L’articolo “Quando la fisica occidentale incontra la spiritualità orientale” tentava di mettere in evidenza come dal libro di Capra emergesse una fortissima analogia tra la fisica moderna e il misticismo orientale. La caratteristica fondamentale che sta alla base delle filosofie mistiche orientali è “la consapevolezza dell’unità e della mutua interrelazione di tutte le cose e di tutti gli eventi, la constatazione che tutti i fenomeni del mondo sono manifestazioni di una fondamentale unicità.

In maniera sorprendente, l’unicità dell’universo rappresenta anche la rivoluzionaria conclusione alla quale è pervenuta la fisica moderna. Studiando i vari modelli della fisica subatomica si scopre che essi esprimono ripetutamente, in modi diversi, la stessa intuizione: i costituenti della materia e i fenomeni fondamentali ai quali essi prendono parte sono tutti in rapporto reciproco, interconnessi e interdipendenti; non possono essere compresi come entità isolate, ma solo come parti integrate del tutto”.
Il giusto epilogo di queste riflessioni non può che provenire dal più ardito tentativo di avvicinare le due culture, cioè la dimostrazione dell’esistenza di Dio attraverso la matematica.
La prova ontologica, il tentativo di arrivare al trascendente attraverso gli strumenti logici dell’immanente, rappresenta uno sforzo le cui radici vanno ricercate nella tradizione inaugurata da Anselmo d’Aosta e rinnovata, nel corso degli anni, da Cartesio, dallo stesso Spinoza, da Leibniz e infine da Kurt Godel.
Si sarà pure trattato di un interesse esclusivamente formale e fine a se stesso, come Godel aveva palesemente dichiarato, ma il semplice fatto di volersi cimentare manifesta la volontà di offrire lo strumento più acuminato a disposizione degli uomini, la logica, al lavorio di ricerca mosso dai bisogni fondamentali dell’anima.

Domenico Signorelli

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C'è un commento su questo articolo:

  1. Articolo molto interessante che stimola il dibattito, in particolare con riferimento alla situazione italiana in cui, a parere dello scrivente, prevale la cultura umanistica (Giurisprudenza, Scienze politiche, Comunicazione, Sociologia, Psicologia, Religione, Arte, Letteratura, Critica, Cinema, ecc.) rispetto a quella scientifica (Matematica, Fisica, Ingegneria, Chimica, Biologia, Medicina, Tecnologie, Economia, Neuroscienze, ecc.).

    Ho tralasciato la Filosofia perché credo appartenga ad entrambe le culture.

    Mi chiedo: è giusto che sulle questioni sottoriportate debbano decidere solo i politici, i magistrati, gli avvocati, i pubblici ministeri, i Tar regionali, gli opinion makers, gli enti locali, i cittadini imboniti da giornali e televisioni? Non sarebbe meglio ascoltare anche il parere dei competenti in materia? (vedi la proposta sul senato delle competenze). Questioni:

    Fecondazione assistita, legge 40, diagnosi pre impianto.
    Cellule Staminali adulte/embrionali. Metodo Stamina.
    Fine vita, testamento biologico, accanimento terapeutico.
    Controllo delle nascite, aborto, divorzio breve, contratti di convivenza.
    Riaprire le Case Chiuse, no allo schiavismo, si alle cooperative (con tassazione).
    Energia nucleare, Rinnovabili, Fusione fredda. Rigassificatori, Shale gas.
    Ciclo dei rifiuti, termovalorizzatori, raccolta differenziata, gestione dell’acqua.
    Terremoti, frane, dissesto idrogeologico. Cosa è prevedibile/non prevedibile.
    Napoli, Roma, Palermo: smaltimento dei rifiuti urbani (no ai trasferimenti all’estero).
    Gestione dei flussi migratori vs. accoglienza incondizionata. Assistenza in loco.
    Acqua, lotta alla fame, Organismi geneticamente modificati, alimenti Biologici.
    Trasporti: Tav-No Tav. Autostrade del mare. Metrò regionali. Linate vs. Malpensa.
    Austerity e tasse deprimono: crescita, investimenti, consumi e occupazione.
    Sburocratizzazione, Semplificazioni, Riduzione pressione fiscale e degli sprechi.
    Valorizzazione del merito, soprattutto nella P.A., nella Ricerca e nella Scuola.

    … ci sono molte altre questioni in cui la scienza può dare un contributo essenziale!!