Ricercatori italiani nel mondo

L’Istituto Thomson Reuters, principale fonte mondiale di informazioni, ha redatto l’Highly Cited Researchers 2014, ovvero un elenco delle maggiori menti scientifiche del mondo. L’elenco è stato stilato in base a due parametri: il numero di pubblicazioni scientifiche e il numero di citazioni, in modo da valutare l’importanza per le ricerche del settore.

Le citazioni considerate sono quelle degli ultimi 11 anni, ma effettuando una differenziazione all’interno degli stessi in modo da non penalizzare i ricercatori più giovani e riconoscendo inoltre i lavori che hanno avuto maggiore impatto.

Per compilare la lista, è stato utilizzato InCites, uno strumento di ricerca online, sviluppato per individuare il numero di citazioni del lavoro di un ricercatore, oltre al numero di articoli pubblicati. I ricercatori elencati sono 3215, suddivisi in ventuno ambiti di ricerca: si va dalla medicina alla farmacia, dall’informatica alla matematica, dalle scienze agrarie alla chimica… La classifica non comprende, però, la fisica delle particelle, dato che l’Istituto ha deciso di escludere pubblicazioni frutto di collaborazioni che contano più di cinquecento ricercatori e, in questo ambito, tali collaborazioni sono piuttosto comuni.

Tra i ricercatori citati circa il 2% sono italiani, ma non sono i 55 citati da molti siti: gli italiani sono alcuni di più, visto che se nell’elenco (http://highlycited.com/) cerchiamo “Italy” troveremo sì 55 nominativi, ma corrisponderanno solo a coloro che hanno la propria titolarità nelle università italiane.

In ogni caso, è importante sottolineare che la percentuale del 2% è raddoppiata in ambiti come la farmacologia, l’astrofisica, la matematica, le scienze agrarie e la medicina, a dimostrazione del nostro peso mondiale in alcuni ambiti più di altri.

Sono solo cinque le italiane citate: rispetto ai premiati, sono una percentuale inferiore al 10%, corrispondente alla media della presenza femminile nei ruoli di responsabilità in Italia.

Per i ricercatori premiati è stato preparato una sorta di “bollino”, ovvero una coccarda con la scritta “Highly cited” che i premiati possono pubblicare sulla propria pagina web.

Nel campo della medicina ricordiamo Michele Baccarani, nominato a marzo nel terzo Comitato che deve pronunciarsi sull’eventualità della sperimentazione del metodo Stamina. Insegnamento, ricerca scientifica e sperimentazione per la cura delle malattie più gravi sono il suo ambito di ricerca, in quanto coordinatore del centro per lo studio delle cellule staminali del Policlinico S. Orsola-Malpighi.

Per l’ambito matematico, cominciamo con Nicola Bellomo, del Politecnico di Torino e presidente della Simai, (Società Italiana Matematica Applicata e Industriale), proseguiamo con Giuseppe Marino dell’Università della Calabria, fino a Giuseppe Mingione dell’Università di Parma, giovanissimo professore ordinario, visto che ha ricevuto l’incarico nel 2005, a soli 33 anni. Vincitore di numerosi premi, si occupa della regolarità nell’ambito delle equazioni alle derivate parziali.

Nel campo dell’astrofisica, il riconoscimento è andato a Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca e attualmente Direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano, che ha collaborato a diverse missioni spaziali internazionali. C’è poi Andrea Cimatti, professore ordinario all’Università di Bologna, Paolo Giommi, direttore dell’ASI Science Data Center e Alvio Renzini, dell’Osservatorio Astronomico di Padova.

Una piccola curiosità: Bellomo, in un’intervista pubblicata online nel marzo del 2011, alla domanda “Quale calcolo la annoia maggiormente?” ha risposto: “Tutti!”, a dimostrazione del fatto che la bravura del matematico va oltre l’abilità nei calcoli!

Daniela Molinari

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