Spinoza e i teoremi sull’Etica

Gli Elementi di Euclide rappresentano una monumentale opera del pensiero umano. Il prezioso lavoro con cui l’autore ha dato sistematicità e metodo alle conoscenze matematiche, fino ad allora sviluppate, conserva tuttora il suo inossidabile valore. Proclo commenta l’opera in questi termini: “Ammiriamo in particolare i suoi Elementi di geometria per l’ordine che vi regna, per la scelta dei teoremi e dei problemi presi come princìpi elementari e anche per la varietà dei ragionamenti condotti in tutti i modi, che portano a convincere, talvolta partendo dalle cause, talvolta risalendo ai fatti, ma sempre irrefutabili, esatti e dotati di carattere scientifico”.

Il razionalismo spinoziano accoglie il rigore euclideo come strumento di chiarezza e di inappuntabile coerenza.

L’approccio assiomatico scelto dal filosofo rappresenta un impegno formale nei confronti dei lettori e dei contenuti stessi, un impegno a non cedere alle tentazioni di comode via di fuga durante lo sviluppo del ragionamento.

“E’ quindi perfettamente logico che la trattazione dell’Ethica inizi con una serie di definizioni e assiomi che concernono Dio, la sua sostanza e la sua causalità, procedendo poi con dimostrazioni, corollari e scolii: in tal modo l’Ethica assume un aspetto analogo a quello di un trattato euclideo; ma non si tratta solo di un aspetto esteriore e formale: l’analogia più profonda sta nel fatto che mondo, sostanza e causalità stanno a Dio come le proprietà matematico-geometriche di un triangolo stanno al triangolo stesso”.

Scriveva Spinoza: “Tratterò dunque della natura degli Affetti e del potere della Mente su di essi, con lo stesso Metodo con cui nelle parti precedenti ho trattato di Dio e della Mente, e considererò le azioni e i desideri umani come se si trattasse di linee, di superfici e di corpi”.

Spinoza non è stato il primo né il solo nella storia della filosofia a ricorrere al metodo matematico. Prima di lui vanno ricordati lo stesso Proclo con la sua opera Institutio Theologica, Nicolas di Amiens con l’Ars catholicae fidei e, in ogni caso, il ricorso alla matematica era una tendenza tipica dello spirito razionalistico della sua epoca, come dimostrano Cartesio e Geulincx. Tuttavia, “L’Ethica spinoziana è il tentativo pienamente consapevole di trattare con metodo geometrico, e cioè di razionalizzare le passioni e la vita morale, di sottoporle ad una considerazione scientifica altrettanto oggettiva e serena di quella che concerne il movimento, i numeri, i corpi.

Non detestare né irridere, ma comprendere: è questo l’unico compito della scienza”…“come ciascun corpo subisce l’azione di altri corpi e a sua volta agisce su di essi, così è anche per l’anima, le cui azioni e passioni costituiscono un ordine non meno concatenato e necessario”.

Gabriele Giannantoni – La ricerca filosofica: storia e testi

 

Domenico Signorelli  

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