Turbo Pascal .

Messaggioda karl » 28/12/2003, 16:56

Leggo che molti dei ragazzi iscritti al forum parlano
di Turbo Pascal 5.0.E' veramente sorprendente!
Usano (a scuola) un software che la stessa
Borland (casa produttrice) ha relegato tra i pezzi storici
del suo museo ( non scherzo:sul sito della Borland ,
www.borland.com ,c'e' un "Museum" delle vecchie produzioni).
Ma perche' questi ragazzi non invitano la Scuola di appartenenza
a rinnovarsi ed a passare a Delphi 6 o 7 ,che e' il Pascal moderno,("Visual" come si dice oggi) ad eventi?
Altrimenti,fatte le dovute eccezioni,molti di loro
rimarranno ai programmi in cui si chiede ,tanto per fare un esempio,
"Vuoi continuare (S/N) ?" oppure :"Fornisci la misura dell'altezza"
e similari.Assolutamente improponibile.
Aggiungo che la stessa Borland distribuisce gratuitamente
( mediante disco o tramite download ,si tratta pero'di circa 150 Mb!)
a chi ne fa richiesta,il Delphi 6.0 personal che e' un' edizione ridotta, senza scadenza (non "trial"), perfettamente adeguata ai principianti.
Io stesso ne faccio uso continuamente.
karl.





Modificato da - karl il 28/12/2003 16:11:31
karl
 

Messaggioda WonderP » 28/12/2003, 17:07

Io (e come nel mio corso anche in molti altri) ho studiato Turbo Pascal nel corso di informatica. La giustificazione che il professore adduceva a questa scelta era: “con questo programma si imparano le basi dell’informatica poi applicabili a qualsiasi programma.” A dire il vero abbiamo studiato anche fortran, ma non penso sia tanto più modero…
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Messaggioda Admin » 28/12/2003, 17:30

Si tratta di un problema serio e per niente trascurabile.
C'è un nocciolo duro di insegnanti e soprattutto di insegnati e non che lavorano presso il ministero che continua a credere che sia importante saper scrivere un programma anche nella scuola media, le indicazioni ministeriali fresche di quest'anno che introducono l'informatica nella scuola media non si sono limitati a dire Word, Excel, Ipertesti ma pretendono che si risolvano programmi con algoritmi e linguaggio di programmazione.
Ammesso che ciò sia lecito o quantomeno discutibile, quale linguaggi di programmazione usare?
Tutti i testi di matematica per la scuola superiore e la scuola media riportano il Pascal, anche gli ultimi libri usciti. Perché? Forse perché gli insegnanti sono stati formati con il Piano Nazionale di Informatica di qualche decennio fa nel quale si diceva che il Pascal è il plus ultra tra i linguaggi di programmazione.
Nell'attuale piano di formazione per gli insegnanti nel campo delle nuove tecnologie (FOR TIC) sonos tati fissati come contenuti informatici di base quelle dell'ECDL. Un solo modulo, facoltativo,parla di algoritmi e linguaggi di programmazione. In questo modulo non si fa riferimento a nessun linguaggio di programmazione specifico ma a un linguaggio di progetto molto simile al Pascal.
Questa è la situazione attuale. Io rimango dell'avviso che la programmazione deve essere limitata agli studenti che scelgono indirizzi di studi fortemente informatici, nei quali devo imparare ad usare linguaggi moderni e non preistorici e usare libri di testo specifici.
Tuttavia, e scusate la lunghezza di questo messaggio, siccome sono impegnato a scrivere un manuale di informatica per la scuola media e poiché i programmi prevedono algoritmi e linguaggi di programmazione, ho preferito, per semplificare un problema complesso, inserire alcuni algoritmi e qualche programmino in Pascal.

Antonio Bernardo
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Messaggioda karl » 28/12/2003, 17:35

Mi sembra di capire,WonderP,che non rigetti del tutto lo studiare
ancora il Turbo (perche' cosi s'imparano i fondamenti della
informatica).A me pare che lo stesso risultato si puo' ottenere
anche studiando Delphi (o Visual C) con il vantaggio di poter
apprendere ,da subito e senza storture mentali pregresse, le regole
della programmazione ad oggetti.
Continuare col Turbo e' come voler affrontare problemi di
Cinematica delle alte velocita' con la relativita' galileiana
e non con quella di Einstein:puo' andar bene per seguire
il corso storico della Scienza ma non per studiare il comportamento
delle particelle elementari.
karl.
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Messaggioda WonderP » 28/12/2003, 17:54

Mi hai frainteso karl, quelle erano (e penso "sono") parole del mio professore. Io sono per lo studio di altri programmi. Non sono un esperto di linguaggi di programmazione, ma non dubito che ce ne siano di meno attempati.
Io insegnerei gli argomenti dell'ECDL dalle medie-superiori e linguaggi di programmazione da superiori-università, ovviamente con le dovute proporzioni.
WonderP
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Messaggioda karl » 28/12/2003, 18:22

Mi scuso, non avevo letto il post di Antonio dove
si parla ,se ho ben inteso, di specificita' degli
insegnamenti d'informatica.
Il problema e':quando un alunno si accorge di essere
portato verso studi di un certo tipo piuttosto che di
un altro?
Non credo che vi siano regole generali e quindi,sempre
secondo me (ma mi posso tranquillamente sbagliare),e'
preferibile offrire a tutti,da subito,il prodotto
migliore piuttosto che una mezza "botta" all'italiana
tanto per non scontentare nessuno :i pigri di professione(molti) e quelli (pochi),come Antonio,che si prodigano per migliorare la scuola.
karl.
karl
 

Messaggioda Jeckyll » 28/12/2003, 19:08

Il pascal, rispetto al vecchio e disordinato basic, ha avuto il merito di introdurre la massa alla programmazione strutturata. Essendo uno dei primi possessori di Commodore 64, avuto in regalo per la promozione al 3° superiore, è stato per me naturale iniziare a programmare in basic (il vecchio basic v2 della Commodore). Nei miei listati imperversavano comandi tipo “goto” o “gosub” che mi rendevano la vita impossibile quando si trattava di rintracciare errori logici. Senza contare che erano sufficienti sono pochi giorni di pausa perché non fossi più in grado di mettere mano ad un mio stesso programma.

Nel corso del mio secondo anno di studi all’università, nell’ormai lontano A.A. 1987/88, ebbi modo di seguire un corso di informatica. Fui quindi introdotto alle meraviglie della programmazione strutturata, dapprima per mezzo dell’arcaica Notazione Lineare Strutturata (una specie di pascal semplificato) e poi per mezzo del Pascal. Divenni quindi un accanito sostenitore del “Turbo Pascal” e vi rimasi anche quando, durante il dottorato, tutti i miei colleghi programmavano in Fortran nel suo standard 77 (cioè quello senza programmazione strutturata). Io, pur di non rinunciare alla programmazione strutturata ed alla recursività, fui costretto a ricreare di sana pianta le principali routines per il calcolo algebrico con i numeri complessi (In Pascal non esiste il tipo “Complex”). Passai al Fortran solo quando, col suo standard 90, venne finalmente introdotta la programmazione strutturata e la recursività (e fui ben felice di lasciarmi alle spalle l’odiosissimo “begin”). Nel frattempo però, senza che io me ne rendessi ancora conto, stava avvenendo un’altra e ben più significativa rivoluzione: si stava sviluppando la programmazione ad oggetti. Tanto per intenderci penso si possa ben dire che tra la programmazione ad oggetti e la programmazione strutturata passi la stessa differenza che passa tra la programmazione strutturata e la vecchia programmazione col “goto”.

Poiché il Fortran 90 soddisfaceva ogni mio bisogno non sentii la necessità di “evolvermi” alla programmazione ad oggetti. Adesso, tuttavia, sto cominciando ad interessarmi alla programmazione Object Oriented poiché ho intenzione di produrre una serie di applet didattiche in java da inserire nel sito della scuola in cui lavoro.

Ed arrivo finalmente al dunque: vabbé che ho ormai una certa età e che non ho più tanta voglia di imparare nuovi linguaggi di programmazione (mi scoccia infinitamente dover sprecare energie ad imparare cose che rischiano di divenire obsolete nel giro di qualche anno), ma imparare la programmazione Object Oriented mi sta venendo pesante. Per questo motivo non penso che sia l’ideale introdurre dei giovani studenti direttamente alla programmazione ad oggetti. Penso sia più indicato cominciare con la programmazione strutturata. Oltre al Pascal, che può benissimo ritenersi una lingua morta, altri linguaggi oggi supportano la programmazione strutturata (“fortran” e “c” che io sappia). Pertanto, se non proprio utilizzando il pascal, i giovani studenti possono essere introdotti alla programmazione strutturata anche con altri linguaggi. Tuttavia, e qui spezzo una lancia a favore del Pascal, la programmazione strutturata è praticamente la stessa in ogni linguaggio: le variazioni sono minime e, comunque, interessano solo la terminologia. Pertanto, anche quando si dovesse insegnare ancora il Pascal, non sarebbe a mio avviso tutto questo danno sempre che l’indirizzo di studi non sia proprio quello informatico.

E qui mi fermo perché forse ho esagerato.
Cordiali Saluti,
Marcello
Jeckyll
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Messaggioda karl » 28/12/2003, 20:50

L'amico Jeckyll avra' notato che non ho nominato
per niente il Basic (fosse pure quello visual).
Ribadisco ,tuttavia,il mio punto di vista ed
aggiungo che la programmazione ad oggetti,per
quello che ne so io naturalmente,non esclude
quella strutturata essendo di essa ...figlia.
Inoltre non mi pare cosi' pesante:basti pensare
che per programmare un menu lo si puo' fare
in due,forse tre,minuti laddove in Pascal
ci si mette,a saperlo fare,non meno di
un'oretta.
E qui mi fermo pure io:non voglio annoiare
piu' di tanto.
karl.
karl
 

Messaggioda WonderP » 29/12/2003, 10:33

Il discorso che sto per fare lo vedo valido solo per l’informatica (o forse è una cavolata e basta) ma secondo me nei corsi di studio non prettamente informatici si dovrebbe insegnare (se possibile) qualche cosa di più spendibile nel mondo del lavoro. Mi spiego, in matematica non si può insegnare lo studio di funzione senza aver insegnato le addizioni, ma in informatica penso si possa insegnare una programmazione ad oggetti senza Pascal.
Quindi, ok che ad ingegneria informatica tra tutti gli esami ci sia qualche accenno a Pascal (e non c’è), ma non vedo perché nel mio corso (meccanica) si sia fatto praticamente solo quello.
WonderP
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Messaggioda luzzo » 29/12/2003, 12:30

Ecco, secondo me WonderP ha centrato il nocciolo del problema: riguardo ad una materia altamente vendibile nel mondo del lavoro (non me ne voglia chi studia filosofia) quali argomenti di informatica nella scuola superiore si devono studiare per poter essere subito assorbiti dal mondo del lavoro ? Il problema è proprio qui: scuola e università sono molto lontane dal mondo del lavoro. Io vedo che molti laureati in ingegneria o diplomati alle supeiori ad indirizzo informatico, quando vanno a fare degli stage di x mesi in un'azienda informatica, pensano di spaccare il mondo e poi devono ripartire da zero essendo proiettati in un mondo con problematiche lavorative che non hanno mai visto. Ribadisco, allo stato attuale, di qualunque linguaggio di programmazione si parli, mondo della scuola e mondo del lavoro sono per così dire "ortogonali", non si parlano. Direi che qualcuno al ministero dell'istruzione dovrebbe lavorare in questo senso.

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