Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda Pietro997 » 29/11/2018, 22:59

Buonasera a tutti, eccomi ancora qua, dopo alcuni mesi, di nuovo in crisi.
Crisi dovuta a cosa? A tutto quello che trovo su internet.
Ho 21 anni, ho già un anno di università alle spalle (scienze biologiche a Pisa) e un anno passato a fare il cameriere.
Adesso sono iscritto ad ingegneria per l'ambiente e il territorio, al Politecnico di Milano, che ho iniziato da più di due mesi.
Mi piace? Sì!
Mi piacciono analisi, fisica, ecologia, e anche gli esami che avrò negli anni futuri mi ispirano un sacco, come scienze delle costruzioni, pianificazione territoriale e idraulica.
Penso, insomma, di aver trovato un corso di laurea "adatto a me", persona dai mille interessi ma con le idee decisamente POCO, MOLTO POCO chiare in generale.
I miei dubbi riguardano il futuro che potrei avere con una laurea del genere (triennale) e ipoteticamente parlando anche magistrale, una volta appunto finita la triennale, sempre che io non opti verso qualcosa come energie rinnovabili (sotto energetica) o ingegneria civile.
A me infatti piacerebbe molto lavorare (e fare carriera) nell'ambito delle energie rinnovabili o della pianificazione territoriale: ho qua davanti a me un volantino preso oggi in università, riguardo un'azienda di consulenza ambientale che si occupa di pianificare villaggi e aree vivibili in diverse parti del mondo... WOW!
Tuttavia, tornando coi piedi per terra, chiedo a VOI che sicuramente ne saprete più di me: per gli ingegneri ambientali la situazione, soprattutto in Italia, è così tragica? E all'estero?
Perché tutti dicono che "è il futuro!!", ma leggendo le testimonianze di ingegneri ambientali mi sembrerebbe il contrario... laureati senza lavoro, o sottopagati, o costretti nel tempo a riciclarsi nel ramo delle infrastrutture o dell'ingegneria civile in generale..
A me piacerebbe molto lavorare in Canada, o in nord Europa, o in Australia, dove mi sembra di capire che le tematiche ambientali sono più considerate rispetto a Italia o (sopratutto con Trump) Usa...
Insomma, spero possiate aiutarmi.
Ammetto di essere una persona molto ambiziosa, vorrei fare carriera, considerarmi soddisfatto (e con questo intendo dire ricoprire ruoli di rilievo, firmare progetti ecc..)
Spero possiate aiutarmi e magari risollevarmi un po' il morale, perché ammetto di essere davvero abbattuto e alquanto preoccupato che questo investimento (compreso il mio trasferimento a Milano) non venga in qualche modo ripagato poi dal "dopo"...
Pietro997
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Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda df1ee5dd07489ec65c7a » 30/11/2018, 00:12

Allora, da come ne parli, sembra che il corso da te scelto ti piaccia davvero, qual'è quindi il problema? il lavoro? perchè mai? fai un corso di ingegneria in un'ottima università.

Pietro997 ha scritto:Perché tutti dicono che "è il futuro!!", ma leggendo le testimonianze di ingegneri ambientali mi sembrerebbe il contrario... laureati senza lavoro, o sottopagati, o costretti nel tempo a riciclarsi nel ramo delle infrastrutture o dell'ingegneria civile in generale..

Vabè il problema non è la laurea, il lavoro nel settore energetico c'è... il problema è che
1) in Italia per quanto riguarda tecnologie/innovazione/ricerca/ c'è molto poco, non ci sono investimenti seri da decenni.
2) il poco lavoro che c'è è quasi sempre, sottopagato, questo dipende dalla cultura e mentalità italiota che vede qualsiasi professionista come un costo e non come una risorsa, più competenze hai più vieni visto come un potenziale problema, che diventa reale nel momento in cui il professionista chiede di essere pagato coerentemente con le proprie competenze.... infatti l'Italia è buona solo per la didattica, per tutto il resto secondo me ci si può rimanere solo per motivi familiari o perchè si ha avuto la fortuna di accedere ad uno dei pochissimi posti decenti disponibili nel mercato di lavoro italiano(oppure si tenta un dottorato che almeno un entrata decente te la assicura, comunque un entrata nettamente inferiore rispetto all'estero).
Ultima modifica di df1ee5dd07489ec65c7a il 30/11/2018, 00:21, modificato 2 volte in totale.
df1ee5dd07489ec65c7a
 

Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda Pietro997 » 30/11/2018, 00:21

df1ee5dd07489ec65c7a ha scritto:Allora, da come ne parli, sembra che il corso da te scelto ti piaccia davvero, qual'è quindi il problema? il lavoro? perchè mai? fai un corso di ingegneria in un'ottima università.

Pietro997 ha scritto:Perché tutti dicono che "è il futuro!!", ma leggendo le testimonianze di ingegneri ambientali mi sembrerebbe il contrario... laureati senza lavoro, o sottopagati, o costretti nel tempo a riciclarsi nel ramo delle infrastrutture o dell'ingegneria civile in generale..

Vabè il problema non è la laurea, il lavoro nel settore energetico c'è... il problema è che
1) in Italia per quanto riguarda tecnologie/innovazione/ricerca/ c'è molto poco, non ci sono investimenti seri da decenni.
2) il poco lavoro che c'è è quasi sempre, sottopagato, questo dipende dalla cultura e mentalità italiota che vede qualsiasi professionista come un costo e non come una risorsa, più competenze hai più vieni visto come un potenziale problema, che diventa reale nel momento in cui il professionista chiede di essere pagato coerentemente con le proprie competenze.... infatti l'Italia è buona solo per la didattica, per tutto il resto secondo me ci si può rimanere solo per motivi familiari o perchè si ha avuto la fortuna di accedere ad uno dei pochissimi posti decenti disponibili nel mercato di lavoro italiano(oppure si tenta un dottorato che almeno un entrata decente te la assicura, comunque un entrata nettamente inferiore rispetto all'estero).


è proprio questo il punto.. sento di aver trovato qualcosa che davvero mi interessa.
è solo che leggendo su internet, sia su forum italiani sia su forum americani/inglesi/stranieri in generale da ogni parte del mondo, il 70/80% è dell'idea che questa laurea sia in realtà qualcosa di troppo "generico", che il lavoro che si trova quasi sempre può esser fatto da altri meno "specializzati" ma con una più alta tendenza alla specializzazione (tipo ingegenri civili, meccanici o elettronici) e che, quindi, dovrei alla fine ripiegare su qualcosa inerente questi tre campi.
Mi prende male perché io credo davvero in questo corso di laurea, credo davvero che un giorno il mondo non possa fare a meno di figure come, magari, sarò io. Però ecco, mi è presa veramente male, come se questa volta non fossi io ad aver sbagliato, ma fosse la mia scelta quella "sbagliata" agli occhi degli altri...
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Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda df1ee5dd07489ec65c7a » 30/11/2018, 00:36

Pietro997 ha scritto:
df1ee5dd07489ec65c7a ha scritto:Allora, da come ne parli, sembra che il corso da te scelto ti piaccia davvero, qual'è quindi il problema? il lavoro? perchè mai? fai un corso di ingegneria in un'ottima università.

Pietro997 ha scritto:Perché tutti dicono che "è il futuro!!", ma leggendo le testimonianze di ingegneri ambientali mi sembrerebbe il contrario... laureati senza lavoro, o sottopagati, o costretti nel tempo a riciclarsi nel ramo delle infrastrutture o dell'ingegneria civile in generale..

Vabè il problema non è la laurea, il lavoro nel settore energetico c'è... il problema è che
1) in Italia per quanto riguarda tecnologie/innovazione/ricerca/ c'è molto poco, non ci sono investimenti seri da decenni.
2) il poco lavoro che c'è è quasi sempre, sottopagato, questo dipende dalla cultura e mentalità italiota che vede qualsiasi professionista come un costo e non come una risorsa, più competenze hai più vieni visto come un potenziale problema, che diventa reale nel momento in cui il professionista chiede di essere pagato coerentemente con le proprie competenze.... infatti l'Italia è buona solo per la didattica, per tutto il resto secondo me ci si può rimanere solo per motivi familiari o perchè si ha avuto la fortuna di accedere ad uno dei pochissimi posti decenti disponibili nel mercato di lavoro italiano(oppure si tenta un dottorato che almeno un entrata decente te la assicura, comunque un entrata nettamente inferiore rispetto all'estero).


è proprio questo il punto.. sento di aver trovato qualcosa che davvero mi interessa.
è solo che leggendo su internet, sia su forum italiani sia su forum americani/inglesi/stranieri in generale da ogni parte del mondo, il 70/80% è dell'idea che questa laurea sia in realtà qualcosa di troppo "generico", che il lavoro che si trova quasi sempre può esser fatto da altri meno "specializzati" ma con una più alta tendenza alla specializzazione (tipo ingegenri civili, meccanici o elettronici) e che, quindi, dovrei alla fine ripiegare su qualcosa inerente questi tre campi.
Mi prende male perché io credo davvero in questo corso di laurea, credo davvero che un giorno il mondo non possa fare a meno di figure come, magari, sarò io. Però ecco, mi è presa veramente male, come se questa volta non fossi io ad aver sbagliato, ma fosse la mia scelta quella "sbagliata" agli occhi degli altri...

Allora tutte le triennali sono generiche, sono corsi di studi che ti danno una formazione solida ma di base; durante la triennale (in teoria) dovresti capire in cosa ti vuoi specializzare di preciso, cosa che potrai fare con una magistrale, con un master oppure entrando direttamente nel mondo del lavoro, dipende in cosa ti vuoi specializzare.... secondo me se ti piace dovresti continuare e non farti troppi problemi, ti assicuro che farti tutte queste pippe mentali, scusa il francesismo, ti toglie energie, che invece dovresti focalizzare interamente verso il corso.... fai la triennale, poi ci penserai a cosa fare dopo....
Ultima modifica di df1ee5dd07489ec65c7a il 30/11/2018, 00:54, modificato 2 volte in totale.
df1ee5dd07489ec65c7a
 

Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda Pietro997 » 30/11/2018, 00:53

Non posso "nidificare" più di tre messaggi, non so come poter fare quindi rispondo qua, sperando possiate leggere..

Esattamente! Infatti, burocraticamente, laurea in ingegneria civile e laurea in ingegneria per l'ambiente e il territorio sono equivalenti: classe di laurea triennale L-7.
Però boh, leggendo in giro sembra che sia già "tropoo" specifica a partire dalla triennale..
Energetica comunque già l'ho presa in considerazione e no.. è troppo incentrata sulla meccanica..
Pietro997
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Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda df1ee5dd07489ec65c7a » 30/11/2018, 01:16

Pietro997 ha scritto:Esattamente! Infatti, burocraticamente, laurea in ingegneria civile e laurea in ingegneria per l'ambiente e il territorio sono equivalenti: classe di laurea triennale L-7.
Però boh, leggendo in giro sembra che sia già "tropoo" specifica a partire dalla triennale..
Energetica comunque già l'ho presa in considerazione e no.. è troppo incentrata sulla meccanica..

certo perchè saresti una figura professionale con competenze di Ingegneria Gestionale e di Ingegneria Civile, secondo me se ti piace non capisco perchè hai tutti questi dubbi, a maggior ragione se non ti piace la meccanica, la fluidodinamica ecc. devi scartare quelle che hai detto, quindi direi che la scelta diventa obbligata no? :D
tanto nessuno ti assicura nulla, non è che esiste un corso che ti da la certezza di un lavoro, quindi tanto vale fare quello che ci piace, no? :D
df1ee5dd07489ec65c7a
 

Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda Pietro997 » 30/11/2018, 11:11

df1ee5dd07489ec65c7a ha scritto:
Pietro997 ha scritto:Esattamente! Infatti, burocraticamente, laurea in ingegneria civile e laurea in ingegneria per l'ambiente e il territorio sono equivalenti: classe di laurea triennale L-7.
Però boh, leggendo in giro sembra che sia già "tropoo" specifica a partire dalla triennale..
Energetica comunque già l'ho presa in considerazione e no.. è troppo incentrata sulla meccanica..

certo perchè saresti una figura professionale con competenze di Ingegneria Gestionale e di Ingegneria Civile, secondo me se ti piace non capisco perchè hai tutti questi dubbi, a maggior ragione se non ti piace la meccanica, la fluidodinamica ecc. devi scartare quelle che hai detto, quindi direi che la scelta diventa obbligata no? :D
tanto nessuno ti assicura nulla, non è che esiste un corso che ti da la certezza di un lavoro, quindi tanto vale fare quello che ci piace, no? :D

Esatto, proprio così.
Che palle, non pensavo che la competitività tra ingegneri fosse così forte..
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Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda Intermat » 30/11/2018, 15:32

Sinceramente non ti conosco e non so se sei uno studente o una persona già laureata che lavora però non capisco come fai a scrivere:

df1ee5dd07489ec65c7a ha scritto:(oppure si tenta un dottorato che almeno un entrata decente te la assicura, comunque un entrata nettamente inferiore rispetto all'estero).


Cioè un dottorato in Italia viene pagato (quasi sempre) 1136 €/mese (il minimo stabilito per legge), il più sfigato lavoro in apprendistato per un ingegnere ti garantisce almeno 1300/1400 €/mese con tanto di 13-esima. In pratica ti garantisce almeno 3000/4000€/anno in più. Ovviamente se lo paragoni ad uno stage a 600/800€/mese è ovvio che convenga, però per un ingegnere neolaureato un lavoro diverso dallo stage è molto facile da trovare.
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Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda df1ee5dd07489ec65c7a » 30/11/2018, 17:07

Non sono affatto d'accordo che

Intermat ha scritto:il più sfigato lavoro in apprendistato per un ingegnere ti garantisce almeno 1300/1400 €/mese con tanto di 13-esima.


ma quando mai? :D se fosse come dici tu, tutti i neolaureati in Ingegneria non si potrebbero lamentare di nulla, e non è cosi, affatto; tralsciando quello che faccio io(per essere il più oggettivi possibile), per il resto ho diversi amici laureati che lavorano, i quali sono partiti con un contratto anche superiore alle cifre di cui parli tu, ma sono appunto persone fortunate che hanno avuto accesso ai pochi posti (oggetivamente ottimi) disponibili in Italia, fortunate nel senso che hanno studiato in Università "cool"..... per la maggior parte i laureati in Ingegneria in Italia non guadagnano nè più nè meno meno di un dottorando in Italia, intorno ai mille euro....
poi se tu vuoi spacciare come "tutti" una ristretta cerchia di persone allora fai un pò te, io ho voluto essere onesto e oggettivo e dire al ragazzo in generale (e cioè nel caso di studenti normali che si laureano in tempi normali in corsi normali di Università normali) se Ingegneria può garantirgli un lavoro con un reddito alto, la risposta è che in Italia è molto più difficile che all'estero.... in Italia ogni scusa è buona per non pagarti quanto meriti(e il motivo l'ho spiegato prima), all'estero se hai dei titoli ti pagano coerentemente con i tuoi titoli.... poi non sono voluto entrare in un altro discorso cruciale, che è "quale corso di Ingegneria", perchè non lo condivido e credo che ognuno debba scegliere il corso che più gli piace indipendentemente da cosa va di più attualmente.

p.s. pardon mi era sfuggito quel "con lavoro in apprendistato", in quel caso ok, la cifra più o meno è quella(molto meno che più ma vabè), ma qui si stava parlando di lavoro in generale, cosa centra l'apprendistato? non è che tutti i neolaureati possono avere un contratto in apprendistato, sennò, come ho scritto prima, nessuno si lamenterebbe, quelle sono posizioni per una ristretta cerchia di persone che soddisfano determinati requisiti (e comunque trà quella cerchia di persone non è che prendono tutti, anzi, una piccola parte).
df1ee5dd07489ec65c7a
 

Re: Ingegneria per l'ambiente e il territorio.. è davvero "il futuro"?

Messaggioda Pietro997 » 30/11/2018, 19:24

df1ee5dd07489ec65c7a ha scritto:Non sono affatto d'accordo che

Intermat ha scritto:il più sfigato lavoro in apprendistato per un ingegnere ti garantisce almeno 1300/1400 €/mese con tanto di 13-esima.


ma quando mai? :D se fosse come dici tu, tutti i neolaureati in Ingegneria non si potrebbero lamentare di nulla, e non è cosi, affatto; tralsciando quello che faccio io(per essere il più oggettivi possibile), per il resto ho diversi amici laureati che lavorano, i quali sono partiti con un contratto anche superiore alle cifre di cui parli tu, ma sono appunto persone fortunate che hanno avuto accesso ai pochi posti (oggetivamente ottimi) disponibili in Italia, fortunate nel senso che hanno studiato in Università "cool"..... per la maggior parte i laureati in Ingegneria in Italia non guadagnano nè più nè meno meno di un dottorando in Italia, intorno ai mille euro....
poi se tu vuoi spacciare come "tutti" una ristretta cerchia di persone allora fai un pò te, io ho voluto essere onesto e oggettivo e dire al ragazzo in generale (e cioè nel caso di studenti normali che si laureano in tempi normali in corsi normali di Università normali) se Ingegneria può garantirgli un lavoro con un reddito alto, la risposta è che in Italia è molto più difficile che all'estero.... in Italia ogni scusa è buona per non pagarti quanto meriti(e il motivo l'ho spiegato prima), all'estero se hai dei titoli ti pagano coerentemente con i tuoi titoli.... poi non sono voluto entrare in un altro discorso cruciale, che è "quale corso di Ingegneria", perchè non lo condivido e credo che ognuno debba scegliere il corso che più gli piace indipendentemente da cosa va di più attualmente.

p.s. pardon mi era sfuggito quel "con lavoro in apprendistato", in quel caso ok, la cifra più o meno è quella(molto meno che più ma vabè), ma qui si stava parlando di lavoro in generale, cosa centra l'apprendistato? non è che tutti i neolaureati possono avere un contratto in apprendistato, sennò, come ho scritto prima, nessuno si lamenterebbe, quelle sono posizioni per una ristretta cerchia di persone che soddisfano determinati requisiti (e comunque trà quella cerchia di persone non è che prendono tutti, anzi, una piccola parte).


Scusa, che cosa intendi dire con "poi non sono voluto entrare in un altro discorso cruciale, che è "quale corso di Ingegneria", perchè non lo condivido e credo che ognuno debba scegliere il corso che più gli piace indipendentemente da cosa va di più attualmente" :roll: Cioè non condividi il mio corso per un motivo specifico o in generale il senso della tua frase è riferito ad altro..? :cry:
Pietro997
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