Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda Pietro997 » 22/01/2019, 17:26

Ciao a tutti! Sono tornato dopo alcune settimane sul forum perché ho fatto alcune riflessioni sulla mia facoltà, sul mercato del lavoro, sull'arroganza/senso di superiorità di alcuni ingegneri rispetto ad altri e tante.. tante altre.
Sono uno studente di 21 anni al primo anno di ingegneria ambientale al Politecnico di Milano, e mi sono iscritto a questa facoltà perché mi piace il piano degli studi, mi piace l'ambito, e una volta laureato, per quanto non abbia idea di cosa mi ritroverò a fare, mi piacerebbe lavorare ALL'ESTERO, nel Nord Europa magari, o in Canada, o in Africa.. vai a sapere, basta che non sia l'Italia (motivi personali), magari nell'ambito delle energie rinnovabili, della pianificazione territoriale, della gestione della produzione di materie prime per i paesi in via di sviluppo.. che ne so! :lol:
Alcune settimane fa vi ho scritto perché ero in crisi totale rispetto a ciò che si trova su internet riguardo questa facoltà.
Tutti a dire di non sceglierla e di cambiare, perché il settore civile/ambientale è in crisi nera, la tua è "una laurea di serie b, inferiore", così l'ha definita un mio "amico" al secondo anno di ingegneria energetica.
E io dico... ma davvero? E anche all'estero? Ma seriamente son messo così male?
Cioè, davvero io da altri ingegneri verrò considerato sfigato a vita perché ho fatto un'ingegneria diversa dalla loro? Del tipo che parlavamo di studi di funzioni e io che mi sento dire "la tua è un'ingegneria di serie b"... ma vaf******...

Il punto però di questo mio post è riuscire a capire se, tra alcuni di voi edili, civili, ambientali, o qualcun o comunque lavora in ambiti del genere, ci siano esperienze "positive", magari all'estero.
Questo perché, in particolar modo riferito alla mia facoltà, continuo a sentirmi ripetere che è "il futuro", è uno dei corsi di ingegneria che non sia automazione più "attuali".
E in effetti ci credo anche io, perché mi sembra strano che tra tutti gli ambiti nei quali potrei capitare, non ci sia un posto per me per fare carriera.
Parlano con due amici (molto più grandi di me, sono una coppia prossima alla pensione che hanno fatto carriera in multinazionali legate all'ambito medico e farmaceutico) mi hanno detto che all'estero non c'è questo senso di "preoccupazione", indipendentemente dalla laurea presa.
All'estero capisci da solo di essere nelle condizioni di "poterti far valere", senza nessuno che ti viene a dire in faccia "la tua è una laurea di serie b".

Ci sono vari settori nei quali potrei lavorare: rifiuti, opere pubbliche, produzione e gestione di energia, settore minerario e petrolifero, pianificazione territoriale... davvero in Italia la situazione è così "nera"?
Davvero alcuni di voi son dell'idea (non che lo sia io, sia chiaro) che io debba cambiare e buttarmi sul ramo industriale altrimenti non riuscirò a "far carriera"?
Mi rendo conto che si tratta di una domanda un po' vaga, ma i civili consigliano di iscriversi a meccanica, i meccanici a informatica, gli informatici ad elettronica.. cioè, non ci si capisce nulla :roll:
Come se l'unico ramo esistente fosse quello industriale.. del quale a me importa poco direi, altrimenti mi sarei iscritto lì, no? Ahah :roll:

Ci tengo a precisare che sarei particolarmente interessato alle testimonianze di "futuri" colleghi civili/ambientali/edili, che magari hanno trovato lavoro (con una posizione magari buona anche dal punto di vista dello stipendio) in questi ambiti...

Infine, dal momento che non ne posso più di stare in Italia (ripeto, motivi personali), secondo voi, una magistrale sempre nel mio campo (magari incentrata più sulla panificazione territoriale e sulle energie rinnovabili) presa all'estero (in un paese preferibilmente anglosassone) può far comodo per una carriera NON in Italia proprio in uno di questi ambiti?
Personalmente mi piacerebbe far carriera in una grande azienda/multinazionale, ma anche qui, alcuni dicono che le multinazionali cercano solo industriali... ma davvero? :azz: :roll:

Inoltre, c'è qualche speranza per me, ambientale, che diciamo non è molto propenso a lavorare nel mondo delle acque reflue/tombini/fognature..? Almeno a vita intendo ahah :roll:

Grazie mille per l'attenzione! :)
Pietro997
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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda Raptorista » 24/01/2019, 22:55

Scrivo non per rispondere alla domanda ma per commentare su questo pezzo:
Pietro997 ha scritto:la tua è "una laurea di serie b, inferiore", così l'ha definita un mio "amico" al secondo anno di ingegneria energetica.
[...]
Cioè, davvero io da altri ingegneri verrò considerato sfigato a vita perché ho fatto un'ingegneria diversa dalla loro? Del tipo che parlavamo di studi di funzioni e io che mi sento dire "la tua è un'ingegneria di serie b"...

Quello che ti dicono gli altri ingegneri non è altro che il bue che dice "cornuto" all'asino, come se loro invece sapessero qualcosa di matematica.
Un matematico ha scritto:... come mia nonna che vuole da anni il sistema per vincere al lotto e crede che io, in quanto matematico, sia fallito perché non glielo trovo


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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda Pietro997 » 27/01/2019, 15:11

Raptorista ha scritto:Scrivo non per rispondere alla domanda ma per commentare su questo pezzo:
Pietro997 ha scritto:la tua è "una laurea di serie b, inferiore", così l'ha definita un mio "amico" al secondo anno di ingegneria energetica.
[...]
Cioè, davvero io da altri ingegneri verrò considerato sfigato a vita perché ho fatto un'ingegneria diversa dalla loro? Del tipo che parlavamo di studi di funzioni e io che mi sento dire "la tua è un'ingegneria di serie b"...

Quello che ti dicono gli altri ingegneri non è altro che il bue che dice "cornuto" all'asino, come se loro invece sapessero qualcosa di matematica.

Interessante :lol:
In realtà non capisco il senso di questa spietata competitività, ma va be' :roll:
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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda Raptorista » 06/02/2019, 22:47

Un mio amico chiamava questo fenomeno il "cel'hogrossismo ingegneristico", e il nome dice tutto secondo me.
Un matematico ha scritto:... come mia nonna che vuole da anni il sistema per vincere al lotto e crede che io, in quanto matematico, sia fallito perché non glielo trovo


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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda feddy » 07/02/2019, 12:14

@Raptorista: mai nome fu più azzeccato! :)

Ho molti amici ingegneri, e devo dire che la prima competizione è proprio tra di loro! In particolare, la loro convinzione di sapere tutto lo scibile (specialmente in matematica e programmazione) è spesso irritante, anche se è vero che hanno in generale una buona infarinatura.
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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda Raptorista » 07/02/2019, 12:19

@feddy: una buona infarinatura di matematica e programmazione?? PFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF ma per piacere XDDDD
Un matematico ha scritto:... come mia nonna che vuole da anni il sistema per vincere al lotto e crede che io, in quanto matematico, sia fallito perché non glielo trovo


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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda feddy » 07/02/2019, 12:57

@Raptorista intendo proprio le basi, per carità ! Sono d'accordo con te, comunque ! ;)
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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda axpgn » 07/02/2019, 13:37

Testo nascosto, perché contrassegnato dall'autore come fuori tema. Fai click in quest'area per vederlo.
Senza Vulplasir vi piace vincere facile, eh? :lol:
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Re: Riflessioni su ingegneria ambientale...

Messaggioda feddy » 07/02/2019, 14:13

Testo nascosto, perché contrassegnato dall'autore come fuori tema. Fai click in quest'area per vederlo.
@alex oddio alcune cose scritte qui sono oggettivamente vere (riguardo a matematica e programmazione). Mi stupirei se non fosse d'accordo! :wink:
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