Il Cane a sei zampe amico dell’uomo a quattro ruote [Enrico Mattei]

mattei.png"Ho lottato contro l’idea fissa che esisteva nel mio Paese. Che l’Italia fosse condannata a essere povera per mancanza di fonti energetiche". Enrico Mattei (1906, 1962).

"E’ antico convincimento che la scienza opera sempre a vantaggio dell’uomo. Alcuni rami del sapere, come la medicina, l’igiene, la biochimica hanno radicalmente trasformato le costanti dell’esistenza umana, riducendo al minimo la mortalità infantile e prolungando la durata della vita. Ciò ha contribuito in modo decisivo al presente rapido accrescersi della popolazione, ma ha altresì allontanato l’incubo delle malattie e il terrore della morte, ed ha quindi diminuito sacrifici e dolori. Altri rami della scienza come l’agronomia, la genetica, la scienza dell’alimentazione, oggi operano per fronteggiare il temuto eccesso demografico in modo che non si trasformino in un disastro per l’umanità i benefici ad essa apportati dall’allungamento della vita… Credo di aver sufficientemente dimostrato che… il rapido progresso realizzato nel giro di pochissimi anni permetta d’immaginare quanto sarà grande il loro apporto al mondo di domani". E.Mattei, 1960 in occasione della laurea honoris causa in chimica, Università di Camerino.

"… Io proprio vorrei che gli uomini responsabili della cultura e dell’insegnamento ricordassero che noi italiani dobbiamo toglierci di dosso questo complesso d’inferiorità che ci avevano insegnato: gli italiani sono bravi letterati, bravi poeti, bravi cantanti, bravi suonatori di chitarra, brava gente, ma non hanno la capacità della grande organizzazione industriale. Tutto ciò è falso e noi ne siamo un esempio … abbiamo creato scuole aziendali per ingegneri, per specialisti, per operai, per tutti e dappertutto con sforzo continuo …". Discorso di E.Mattei fatto nel 1961 agli allievi della Scuola Superiore degli Idrocarburi.

Mattei nasce ad Acqualagna nel 1906, piccolo paese delle Marche e a sette anni si trasferisce a Matelica, un altro paese marchigiano dove studia (senza grandi successi) ed inizia a lavorare. Divenuto presidente dell’ENI non dimenticò mai la sua terra di origine dove la Saipem, società di ingegneria e costruzioni del gruppo, ubicò una scuola per operai, saldatori e tecnici. Ancora oggi a San Donato milanese si trovano anziani pensionati marchigiani che ricordano con stima e affetto il primo presidente dell’Eni che spesso li ha assunti personalmente.

Nel 36 Mattei sposa la ballerina austriaca Margherita Maria Paulas, sua compagna di tutta la vita. In quegli anni sviluppa anche l’amicizia con Marcello Boldrini, compaesano di Matelica, che insegna statistica alla Università Cattolica di Milano. Attraverso questa frequentazione migliora la propria formazione culturale e incontra personaggi che saranno decisivi nella sua storia manageriale. Nel 1944 si arruola nel corpo dei volontari della libertà e partecipa alla resistenza ricevendo anche una medaglia dalle autorità americane dopo la liberazione di Milano.

Dopo la seconda guerra mondiale Mattei ha il compito di liquidare l’Agip, creata durante il fascismo per effettuare prospezioni alla ricerca di petrolio ma ormai praticamente inattiva, disobbedisce però al mandato. Prende tempo ed evita di portare i libri contabili in tribunale. Nel frattempo, mostrando apertura mentale e attenzione alle competenze tecnico scientifiche, richiama il suo predecessore Carlo Zanmatti, che benché fosse un tecnico valente era stato allontanato dal suo incarico in quanto repubblichino, e con il suo aiuto rimette in piedi l’azienda, riprende le esplorazioni più promettenti e riesce persino ad ottenere crediti bancari. Zanmatti gli segnala il giacimento di Metano di Caviaga, tenuto nascosto per evitare che cadesse in mano ai tedeschi, ma questa carta non basta a fermare la resistenza delle forze politiche ed economiche che vogliono sbarazzarsi dell’Agip, incluse le compagnie petrolifere americane che desiderano avere campo libero in Italia. L’appoggio decisivo viene dal democristiano Ezio Vanoni; Mattei si impegna nella campagna politica del 1948 (viene eletto lui stesso) e convince Alcide De Gasperi ad appoggiare i suoi progetti all’ Agip, Mattei sarà vicepresidente della società e Boldrini presidente. Il 19 Marzo del 1949 il colpo di scena, che l’intraprendente manager dell’ Agip sfrutta come propaganda nel migliore dei modi. Dal pozzo N°1 di Cortemaggiore sgorga il petrolio. Non è un grande giacimento ma Mattei reclamizza la scoperta sottolineandole la portata rivoluzionaria con slogan come: "Supercortemaggiore, la potente benzina italiana".

Nel 1952 l’AGIP indice un concorso per l’ideazione del marchio dell’Azienda; il bozzetto del cane a sei zampe (quattro rappresentano gli pneumatici dell’auto, due le gambe del guidatore) che sputa fuoco ed energia si piazza solo al secondo posto. Ma per Mattei è il più bello e di conseguenza vince.

Nel 1953 Mattei viene nominato presidente dell’Eni, l’ Ente nazionale idrocarburi, ideato da Vanoni, che controllerà tutta l’attività statale del settore, compresa l’Agip, che nel frattempo Mattei ha dotato di una rete distributori (solo nel 2011 il marchio Eni sostituisce ovunque il marchio Agip) e motel secondo il modello americano, nei quali va di persona a controllare la qualità del servizio all’utente, compiendo blitz inaspettati sotto mentite spoglie.

Nel 1954 Mattei abbatte i costi per il noleggio delle bombole di gas liquido (Liquigas) per le cucine, cambiando le abitudini degli italiani. In quegli anni il presidente dell’Eni crea vicino a San Donato milanese il villaggio di Metanopoli dove accanto ai palazzi uffici (i primi grattacieli italiani) vi sono le case azzurre (3-4 piani al massimo) per i dipendenti, il tutto immerso nel verde con un grande parco dotato di campo sportivo, piscine e campi di tennis. Apre la Scuola Superiore sugli idrocarburi (oggi master Medea con tre indirizzi: 1. Business Administration in Energy Industry, 2. Energy Industry Economics, 3. Managing Technical Assets in Energy Industry) dove ogni anno sono accolti 50, 60 giovani laureati prevalentemente in discipline scientifiche ed economiche e provenienti per metà da università italiane e per l’altra metà dall’estero: università e mondo del lavoro.

La rivista culturale "Gatto Selvatico", lanciata da Mattei, oltre ad argomenti tecnici ed economici pubblica scritti inediti di vari autori e intellettuali del Novecento.

In aperta polemica con le oil company americane Mattei tratta direttamente con gli stati del terzo mondo ricchi di petrolio: clamoroso soprattutto il successo ottenuto in Iran, coltivando rapporti con lo Scià Reza Palhavi e soprattutto attuando quella che passerà alla storia come formula Mattei: invece di pagare solo le royalty sulle concessioni offre di fare 50-50 delle spese di esplorazione ma anche dei ricavi ottenuti dal petrolio.

Mattei ebbe anche la lungimiranza di promuovere in Italia (altro grande sostenitore fu Felice Ippolito) l’energia nucleare. Fondò e divenne presidente dell’AGIP Nucleare e dispose l’inizio dei lavori per la costruzione della Centrale elettronucleare di Latina. La nuova società acquistò il 31 agosto 1958 dagli inglesi della NPPC (Nuclear Power Plant Co.) un reattore nucleare a grafite e uranio naturale: la centrale venne costruita e completata in soli quattro anni (un caso di project management efficace, raro nella pubblica amministrazione italiana); il primo test completo di reazione nucleare avvenne il 27 dicembre 1962, due mesi dopo la morte di Mattei. Con una potenza di 210 MW costituiva a quel tempo la più grossa centrale nucleare europea e poneva l’Italia terza nel mondo nello sviluppo di questa nuova fonte di energia, dietro USA e Inghilterra.

In molti paesi Enrico Mattei, all’apice della sua carriera, viene trattato come un Capo di Stato, mentre in Italia è accusato di aver creato uno Stato nello Stato, di sviluppare una politica estera tutta sua e anche di usare fondi neri per influenzare i politici italiani. Intervistato su alcuni finanziamenti a partiti politici, risponde con sarcasmo di usare i partiti come un taxi: "Salgo, pago la corsa, scendo". Di sicuro Mattei non si è mai arricchito personalmente. L’unico suo hobby è stata la pesca. Scherzosamente si presentava dicendo: "Sono Enrico Mattei, pescatore. E petroliere per hobby".

Il 27 Ottobre 1962, di ritorno da un viaggio in Sicilia, il suo aereo precipita durante un temporale nella zona di Bascapè nelle Campagne attorno Pavia, a pochi minuti da Linate. Un incidente dai contorni misteriosi che ormai viene giudicato dai più come un attentato.

L’Eni sopravvive alla morte del suo fondatore. Pur mantenendo lo Stato come azionista di riferimento, nel 1998 il controllo pubblico dell’ente scende al di sotto del 50% del capitale. Oggi l’ENI è di fatto il più grande gruppo italiano per capitalizzazione di borsa. Nel 2009 Eni ha 78.417 dipendenti, un fatturato di 83.22 miliardi di Euro, utili per 4.36 miliardi, produzione di 1.8 milioni di barili equivalenti al giorno, possiede riserve certe per 3463 milioni di barili di petrolio e condensati e 508 miliardi di metri cubi di gas naturale con una vita utile di 10 anni (Cfr: voce "Eni" di Wikipedia). Oggi l’ENI è l’unico gruppo al mondo a svolgere contemporaneamente le attività di una oil company, di una utility e di una società di ingegneria e costruzioni.

Purtroppo le grandi opere, ma anche molte altre utili iniziative fondate su scienza e tecnica, in Italia sono sempre state afflitte, oltre che dalla malavita organizzata, dalle lungaggini della burocrazia, dalla complessità delle autorizzazioni e da una pregiudiziale ed ideologica difesa dell’ambiente a discapito della modernizzazione e dell’efficienza/efficacia. Nonostante questi impedimenti Mattei però riuscì a costruire in Italia in tempi record la rete di condotte che tuttora serve di metano la gran parte del paese. Pare che Boldrini raccontasse di un infallibile "Metodo Mattei" per risolvere il problema di realizzare i progetti di posa dei metanodotti (rispettando i vincoli di costo, qualità, specifiche tecniche e sicurezza) in tempi certi: spesso di notte in campagna o all’interno di cittadine della Val Padana (significativo il caso di Cremona) venivano inviate le squadre che rapidamente aprivano la trincea per la posa dei tubi. Al mattino se vi erano proteste di cittadini, assessori o sindaci, gli uomini di Mattei si scusavano e assicuravano che di fronte alle legittime proteste il loro capo avrebbe immediatamente ordinato la sospensione dei lavori ed informato l’autorità competente dell’accaduto. Sembra che terrorizzati dalla prospettiva di un cantiere aperto e inoperoso a tempo indeterminato gli astanti reagissero sempre allo stesso modo: "Per carità! Posate pure la condotta, reinterrate, ripristinate al più presto lo stato precedente e andatevene!".

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Ci sono 4 commenti su questo articolo:

  1. Sono lieto per quest’articolo. Non molti conoscono la vita e perché no, le opere di Enrico Mattei.
    Confesso di esserne un estimatore e come tale ho adottato il suo motto, “ il futuro è di chi se lo sa immaginare”.
    E’ anche grazie a Mattei se oggi il nostro paese è tra i più industrializzati (ovviamente è una mia opinione). Sul metodo che porta il suo nome, magari era idoneo qualche anno fa, ora forse sarebbe un po’ più difficile da attuare. Ma del metodo Mattei, non si può e deve limitarsi alla realizzazione del gas-dotto. Si deve andare a vedere un po’ più nel dettaglio, ad esempio l’impostazione industriale che diede all’Eni, la visione a 360° (siamo nella seconda metà degli anni 50) della politica energetica italiana. Ancora oggi la nostra politica energetica si basa in larga parte sulla visione che ne aveva Mattei.
    Di lui si disse anche che era un “corruttore incorruttibile” e a scriverlo sulle pagine del Corriere fu un certo Indro Montanelli, suo acerrimo nemico.
    Purtroppo è morto troppo presto. L’incidente non fu un incidente ma un’inchiesta del 2005 ha stabilito che sui resti di Mattei vi erano tracce di esplosivo!!
    Ad ogni modo mi piace ricordare dell’uomo Mattei, l’intuito, la sua incrollabile fiducia nei giovani e nelle risorse del nostro paese e soprattutto il SENSO DELLO STATO.

  2. Questa sezione del sito si occupa di problem solving nelle organizzazioni. Ovviamente il problem solving non si riduce alla matematica (così come la matematica non si riduce al problem solving). Analogamente questo sito, si interessa di formazione anche se la didattica non si riduce alla matematica. Per esperienza diretta posso assicurarle che le scuole fondate da Mattei hanno sempre mantenuto un forte attenzione sia ai metodi quantitativi della matematica che alla soluzione dei problemi concreti delle organizzazioni (ovviamente in particolare a quelle energetiche).
    Quanto al metodo Mattei, che dire? Lei ci vede un esempio di italica furbizia, io un tentativo di liberarsi dalla soffocante presenza della burocrazia e dell’inefficienza della pubblica amministrazione, che in Italia intralciano le imprese, la ricerca e lo sviluppo. Per chi fosse interessato a questi temi suggerisco: Marco Pivato, “Il Miracolo Scippato: le quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni sessanta”, Donzelli, Roma 2011.

  3. Mi sfugge il nesso tra questo articolo ed un sito che si occupa di matematica.
    L’autore sembra un ammiratore di Mattei, personalmente non la penso così e trovo disdicevole il “metodo Mattei” (così come qualsiasi altro \”metodo\” inteso come furbizia).
    Opinioni personali, che, a mio parere, vanno bene se espresse e dibattute in un sito che si occupi di politica e di economia ma ribadisco di trovarle fuori luogo su Matematicamente.it

  4. ti ringrazio di questo bellissimo scritto. Riportiamolo ad oggi,con quanta facilità gli italiani si attaccano tra loro, e non sanno riconoscere il valore dei propri connazionali. Quanto spreco di parole. Mattei è l’esempio di una disobbedienza all’America, di una morte accidentale, oggi si uccide con le parole.