Le passeggiate di Euclide di René Magritte

René Magritte, Les promenades d’Euclide, 1955

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Il dipinto illustra le difficoltà e i trabocchetti che si possono incontrare nel distinguere i piani degli oggetti nello spazio, ma anche del linguaggio. Il titolo si riferisce al panorama che non è in primo piano, ma che non è nemmeno nel primo livello del linguaggio, in quanto può essere la rappresentazione di un quadro che è all’interno del quadro. Da notare poi che il cavalletto non è parallelo al muro: può essere un riferimento al problema delle parallele.

Immagine di bassa qualità a solo uso didattico

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  1. P.S. Mi correggo: La risoperta lell’Opra di Euclide è avvenuta non nel 1985 ma nel 1895, ovvero tre anni prima della nascita di René Magritte.

  2. L’immagine rappresenta “Le passeggiate di Euclide” di René MAGRITTE (Pittore Belga 1898 1967), un quadro che nel rappresentare o descrivere la realtà geometrica, si distacca quasi magicamente dal cavalletto dell’Autore per sovrapporsi e dissolversi nella visione ottica di essa.

    Il plurale usato“Le passeggiate” sta quasi ad indicare non solo l’opera più famosa di Euclide: Gli Elementi, ma “Le opere” come se nel pluralizzare, René Magritte ci vuol forse ricordare anche quelle oggi meno note di Euclide : L’Ottica e i Fenomeni, la prima che rappresenta una teoria della visione costruita sul fondamento degli Elementi, considerata anche come base di una eventuale prospettiva ellenistica, la seconda che rappresenta una teoria astronomica costruita sul fondamento dell’Ottica.

    Si noti la torre conica che si confronta in similitudine, quasi a confondersi con il vialone centrale i cui lati paralleli nel propagarsi verso la periferia del mondo conosciuto, che per Euclide coincideva nel limite della visione con l’orizzonte cosmico, sembrano tracciare ancora, con un gioco di ombre e di colori, lo stesso cono geometrico; la figura conica per Euclide, fuoriusciva dall’occhio come un fascio di raggi emissivi col vertice del cono nella pupilla e stava alla base della sua teoria dell’Ottica o della visione; un’opera che ha avuto numerosi commentari e fu studiata con attenzione e devozione in tutta l’Antichità, nel Medioevo ed agli inizi dell’Evo Moderno come ci dice Francesca Incardona che ha utilizzato questo dipinto di Magritte per la copertina del suo Libro Euclide L’Ottica, immagine di una teoria della visione, DI RENZO Editore 1996, l’Autrice ha tradotto per la prima volta in Italia un’opera che, come sottolinea la stessa a pag 49,50: “nonostante la sua riscoperta nel 1985, ha destato poco interesse,(e ancor oggi bisogna dire, anche dagli storici della matematica) poiché era stata considerata sbagliata, ma non internamente alla teoria, ma per due errori ontologici, il primo, e più fondamentale, l’aver supposto che la visione avvenga tramite raggi emessi dagli occhi; secondo, l’aver creduto che la luce sia composta da raggi rettilinei. Si tratta, in realtà,in entrambi i casi, di errori di lettura dell’opera euclidea, dovuti ad un’indebita ontologizzazione degli enti di quella teoria…….é forse interessante notare che la fiducia nell’esistenza di un “vero”, ha avuto come vittima anche l’Ottica di Newton, un altro dei grandi trattati di ottica della storia”.

    Oltre i famosi Elementi, anche: L’Ottica, La Catottrica, i Fenomeni, sulla Bilancia, sono state tutte opere di Euclide influenzate indubbiamente dalla Scienza di Talete di Mileto che ho ricostruito quasi integralmente con una mia ricerca cominciata in età giovanile e che riabilita anche queste opere meno note; una ricerca che consiglio di leggere per chi vuol conoscere molto di più sul primo e più grande dei sette sapienti dell’Antichità, colui che ci ha lasciato in eredità “La Scienza” e si può scaricare gratuitamente anche in questo sito, nei link di Matematicamente nella sezione di storia della matematica.