138. Moltiplicare i numeri con la geometria

moltiplicazione-grafica.pngNon c’è da stupirsi se oggi troviamo relazioni tra operazioni matematiche e costruzioni geometriche; già presso gli antichi greci aritmetica e geometria viaggiavano su binari paralleli, l’una serviva all’altra, anche se la geometria restava il sapere principale. Ma qui non parliamo dei soliti greci, bensì dei cinesi. Pare che proprio agli antichi cinesi venga attribuito il cosiddetto metodo della moltiplicazione grafica: un algoritmo di natura geometrica che permette di moltiplicare due interi.

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Ci sono 2 commenti su questo articolo:

  1. concordo sull’equivoco che può generare la linee rossa. Credo che non sia facile capire il metodo delle intersezioni per come viene posto a livello didattico e come contare l’intersezione quando c’è uno zero nel numero. Andrebbe, a mio avviso, evidenziato meglio (magari con delle frecce)

    si capisce meglio alla fine quando viene evidenziato sistema per il primo caso e poi dev’essere estero agli altri due. Comunque, bellissima idea (curiosa)

  2. Nell’esempio 2 (e in tutti i casi analoghi) la linea rossa, se proprio si vuole disegnarla (è discutibile che ne possa valer la pena solo per un’esigenza di simmetria), sarebbe più sensato posizionarla in basso piuttosto che in alto: altrimenti il disegno sembra rappresentare la moltiplicazione 241 x 150 invece della intesa 241 x 015!

    Come espediente tipografico, inoltre, sarebbe secondo me preferibile usare una linea nera come tutte le altre, ma tratteggiata (in modo che in corrispondenza di quelle che dovrebbero essere le posizioni di intersezione ne capitino i “vuoti” e non ci sia quindi, anche di fatto, nessun punto di intersezione di cui non dover poi tener conto).

    Naturalmente, i precedenti rilievi sono del tutto marginali nel caso in cui si intenda presentare l’argomento ad un pubblico sufficientemente maturo, ma sono secondo me abbastanza significativi in una prospettiva didattica, almeno dal mio punto di vista di docente abituato a rivolgersi ad un pubblico di ragazzini delle elementari o delle medie.

    Grazie mille comunque per questo contributo che hai voluto renderci disponibile condividendolo e continua così!

    Marco