93. La prova matematica dell’esistenza di Dio

kgoedel.jpgIn questo articolo si espone in modo breve ed essenziale, senza scendere nei rigori della logica matematica, la cosiddetta prova ontologica di Kurt Gödel (1906-1978). L’obiettivo è quello di stimolare, con poche righe, la curiosità dei lettori su questa ‘chicca’ matematica del secolo scorso, ma soprattutto di ricordare il grande matematico a trent’anni dalla sua scomparsa.

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Ci sono 6 commenti su questo articolo:

  1. Beh, sicuramente come ho scritto anche nell’articolo non è il lavoro più brillante di Godel, infatti è facilmente riscontrabile che quello che vuole dimostrare è già quasi tutto preso per vero negli assiomi, quindi risulta essere una “forzatura” al risultato, più che una dimostrazione….ma l’intento dell’articolo è principalmente quello di ricordare Godel a 30anni dalla sua scomparsa e per far questo, l’idea è stata di introdurre il matematico con una sua breve biografia seguita da uno dei suoi lavori “più curiosi”, forse anche per rendere meglio la personalità irrazionale del genio reso famoso sicuramente non da questo lavoro.

  2. Non devi leggere la “dimostrazione” di Godel come se tu stessi leggendo la dimostrazione del teorema di Pitagora; è ovvio che è una prova che non ha nessun fondamento scientifico. Non era scopo dell’articolo dimostrare che Dio esiste; lo scopo dell’articolo è più storico che matematico.

  3. Secondo me è una pagliacciata.
    Ha solo voluto scrivere in un linguaggio matematico, ma il concetto è banalmente confutabile.

    Sorvolando che mi sembra troppo facile crearsi una dimostrazione fondata esclusivamente su una serie di assiomi e definizioni (dunque nulla di dimostrato, e anzi in questo caso palesemente errato, poichè è partito da definizioni soggettive e sicuramente non universalmente valide), e che quindi ritengo questa dimostrazione alquanto banale (come ogni dimostrazione ontologica utilizzata in passato da più filosofi), lui è andato alla ricerca di un Dio che risponda alla SUA idea di Dio.

    Dunque, è assurda anche solo l’idea di cercare di dimostrare l’esistenza di un qualcosa che neppure si sa cosa possa essere.